Psicologi, dopo il Covid le richieste a Como sono salite del 40%
Salute mentale Una spinta è arrivata anche dai colloqui online e dalla diminuzione dello stigma. «Dopo la pandemia i disturbi di ansia nell’adolescenza sono aumentati del 60%»
I comaschi vanno in analisi dallo psicologo il 40% delle volte in più rispetto a prima della pandemia.
È una stima, ma già dopo il Covid a proposito di salute mentale gli specialisti registravano in maniera chiara e da più parti una impennata delle richieste, anche in campo psichiatrico, circa un terzo in più. Confrontando la situazione di oggi con quella di sei anni fa, secondo l’Ordine degli psicologi di Como e provincia, le richieste per iniziare un percorso di terapia sul nostro territorio sono più alte del 40%, diversi studi hanno le agende piene.
Incertezza e fragilità
Le ragioni sono diverse, anche di tipo pratico, emerge però sullo sfondo una maggiore fragilità. «Negli ultimi cinque anni la crescita delle richieste è molto aumentata - spiegano i referenti dell’Ordine degli psicologi a Como, Giuseppe Napoli e Domiziana Giola -, rispetto al 2019 attorno al 40%, anche grazie a tante consulenze avviate online. Non ci sono distinzioni d’età, in questo momento storico gli anziani soffrono soprattutto la solitudine, le famiglie patiscono una generale incertezza, economica e a livello globale, mentre i più giovani registrano ansia, panico, difficoltà relazionali».
Nelle famiglie si respira più fragilità
Guerre, prezzi alle stelle, cambiamenti sociali, isolamento. «Sicuramente nelle famiglie si respira più fragilità - spiega Emanuela Iacchia, nota psicologa del Centro di terapia cognitiva e del Centro Vela -, vengono così investite le giovani generazioni. Le massime autorità sanitarie dicono che dopo il Covid i disturbi dell’ansia nell’adolescenza sono aumentati del 60%, sono problemi più frequenti, prima forse meno evidenti. Sono fatiche che però compromettono la qualità della vita quotidiana e a cui i genitori mettono freno con maggiore difficoltà, perché loro stesso hanno perso molti punti di riferimento».
Famiglie meno presenti, anche meno coese, con i nonni a volte a carico, da assistere. Un suggerimento? Stare insieme agli altri, condividere, stringere reti tra famiglie, evitare di isolarsi nella difficoltà. «La pandemia, le guerre, il ritorno delle povertà, certamente il quadro generale ha inciso - dice Alberto Zerbini, psicologo dell’associazione InOut – l’orizzonte meno roseo spinge la massa a chiedere un aiuto, in una società più confusa e frenetica che impone con forza la performance, una pressione che non tutti reggono. La prospettiva sociale è cambiata, è meno positiva, più in declino».
L’aspetto economico
Sì, ma le sedute in questione si pagano privatamente, un centinaio di euro all’ora, quindi i lunghi percorsi di terapia non sono per tutte le tasche: sul lettino non si siedono i cittadini meno abbienti. Non a caso, negli ultimi anni sono state avviate alcune misure di sostegno, come il bonus psicologo per le fasce deboli, lo psicologo scolastico, pur non ovunque presente, mentre la psicologia clinica e lo psicologo delle cure primarie stanno prendendo piede anche a Como, in via Napoleona.
Si sta verificando una sorta di triage psicologico su cui lavoriamo ormai da un paio di anni
«Siamo già attorno ai 400, 500 pazienti seguiti da inizio anno - spiega per l’Asst Lariana la referente Isabella Cardani - gli accessi sono gratuiti, servono in particolare a capire il bisogno e a indirizzare verso il corretto servizio, il giusto consulto. Una sorta di triage psicologico su cui lavoriamo ormai da un paio di anni». Per avere un termine di paragone nel 2025 fino a fine settembre in via Napoleona gli psicologi delle cure primarie avevano ricevuto 118 richieste. È un sostegno prezioso, non esiste storicamente da noi la figura dello psicologo pubblico, della mutua. L’accesso è libero, non c’è bisogno di avere la ricetta o il ticket, basta prenotarsi allo sportello della casa di comunità oppure scrivere all’indirizzo [email protected].
Ad onor del vero per fare il confronto rispetto al 2019 occorre dire che i percorsi di psicoterapia online oggi sono diventati una normalità, ci sono piattaforme su internet molto recensite e utilizzate dal pubblico comune, soprattutto dalla fascia d’età under 35. «La richiesta è alta, in effetti le nostre prossime sedute gratis pensate per gli adolescenti sono al completo con un mese d’anticipo - dice Roberto Pozzetti, altro psicologo albatese del gruppo InOut - io però non penso che i comaschi siano diventati tutti all’improvviso come Woody Allen, penso invece che andare in analisi non sia più uno stigma, non ci sia più vergogna rispetto al passato e con internet sia molto più immediato».
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