Raggirato sui social, perde 40mila euro: le “crypto” erano finte

Il fatto La denuncia è stata fatta questa settimana da un uomo straniero originario dell’Africa, di 50 anni, che abita in periferia di Como

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Como

Il mondo della truffe non finisce mai di mietere vittime. È di questa settimana la denuncia fatta da un uomo straniero originario dell’Africa, 50 anni che abita nella periferia cittadina, che ha raccontato di aver perso negli investimenti delle cryptovalute una cifra quantificabile in circa 40 mila euro. Una denuncia che è già stata formalizzata dai carabinieri.

Partiamo dall’inizio, ovvero da quanto – era in mese di gennaio di quest’anno – il signore intercetta sui social la promozione di un investimento che all’apparenza risulta essere molto invitante, fatto nel mondo delle cryptovalute e con profitti assai elevati. Da quanto è stato possibile appurare, il cinquantenne non solo si sarebbe interessato, ma sarebbe anche stato contattato da una fantomatica segretaria di un altrettanto fantomatico promotore, che avrebbe iniziato a raccogliere gli investimenti promettendo – come spesso avviene in questa tipologia di raggiro – guadagni importantissimi.

I versamenti

Così, la vittima avrebbe iniziato a fare versamenti, poi ancora versamenti da gennaio fino al mese di maggio per un totale che è stato poi quantificato in circa 40 mila euro. Ovviamente, nulla di quello che gli era stato promesso è poi avvenuto, gli interlocutori di sono defilati, ed alla fine alla vittima non è rimasto altro che affidarsi ai carabinieri nella speranza che le indagini possano condurre ad un risultato, individuando i responsabili.

La truffa nel mondo delle cryptovalute è una di quelle che generalmente comportano perdite maggiori da parte delle vittime, convinte da finti investitori e promotori finanziari che spesso li raggiungono sui social promettendo tanti soldi ottenibili ovviamente in poco tempo. Ed è proprio questo uno dei passaggi a cui prestare la massima attenzione, perché nulla avviene in modo semplice, ovviamente, e nemmeno i guadagli sugli investimenti. I rendimenti irreali, soprattutto se in tempi limitati, devono essere presi fin dall’inizio con forte sospetto. Un altro fattore di possibili truffe arriva da chi mette troppa pressione sull’investitore, perché altrimenti «l’affare sfuma». Anche questo comportamento è sempre da considerare come non sicuro. Diffidare poi da contatti sui social, anche se poi tutto avviene in modo credibile, con schermate di ipotetici guadagni (che possono però essere create ad arte) o fantomatiche segretarie che contattano gli investitori, come nel caso avvenuto in queste ore nel comasco.

Una vicenda – l’ennesima – in cui ad andare in fumo sono stati ben 40 mila euro, con i carabinieri ora chiamati nel difficile tentativo di dare un nome ai responsabili.

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