Rapina allo Stroili Oro, ora sono quattro gli indagati

Tavernola La polizia ha denunciato a piede libero la sorella del primo arrestato. Oggi gli interrogatori

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Sale a quattro il numero delle persone indagate per i fatti che hanno riguardato la rapina alla gioielleria “Stroili Oro” di Tavernola.

Dopo Omar Fatnassi, arrestato poco dopo il colpo dalla squadra Mobile, e i due giovani colpiti di recente dalla misura cautelare in carcere in quanto ritenuti essere i complici del primo (stiamo parlando di Giovanni Muscarella, 22 anni di Como, e di Pierfrancesco Marici, coetaneo di Maslianico), la polizia ha denunciato a piede libero anche la sorella di Fatnassi, 23 anni, ritenuta responsabile non della rapina ma di favoreggiamento reale.

In sostanza, nel corso delle perquisizioni seguite all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, nelle disponibilità della ragazza sarebbe stato trovato un sacchetto contenente parte del bottino del colpo, una decina di pezzi tra cui orecchini e altri ori, che avevano ancora applicato la targhetta della Stroili e che sono compatibili con quanto era stato rubato in gioielleria. Il favoreggiamento reale va a colpire chi aiuta qualcuno – in questo caso il fratello – ad assicurarsi un bottino, evitando che venga ad esempio intercettato dagli inquirenti. La sorella dunque, secondo l’ipotesi della squadra Mobile, avrebbe aiutato a nascondere parte del provento del delitto. Diversamente dal favoreggiamento personale, quando cioè si aiuta una persona a eludere le indagini, anche i parenti con questa contestazione possono essere perseguiti.

Tornando invece alla rapina avvenuta all’interno del centro commerciale Bennet di Tavernola, dove si trova appunto il negozio Stroili, oggi nel carcere del Bassone si terranno gli interrogatori dei due arrestati.

Il colpo alla Stroili era andato in scena nel tardo pomeriggio del 23 aprile, quando una banda composta da quattro persone – una è ancora ricercata – aveva fatto irruzione spaccando tutte le vetrinette e portando via 109 pezzi per un valore complessivo di 96mila euro.

La banda aveva agito con una Fiat 500 che era stata presa a noleggio il giorno stesso, auto condotta dal Marici. I malviventi avevano anche utilizzato una pistola per minacciare le commesse, mentre le vetrinette erano state mandate in frantumi con dei martelli. Fatnassi era stato il primo ad essere arrestato già poco dopo io colpo, con parte della refurtiva che era stata immediatamente recuperata.

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