Rapina di notte sul lungolago. Condannati a 4 anni e 8 mesi

La sentenza Avevano aggredito e minacciato tre ragazzi. Due egiziani sono finiti davanti al giudice

Nel mirino erano finiti tre ragazzi diventati maggiorenni da pochissimi tempo. Ad uno di loro, residente ad Uggiate con Ronago, era stata strappata una collanina d’oro che portava al collo e alla sua reazione, sia lui che gli amici erano stati minacciati con una bottiglia di sambuca vuota, maneggiata come fosse un oggetto contundente.

Era andata in scena in questo modo, la notte del 23 aprile del 2025, una rapina avvenuta lungo la passeggiata su Lungo Lario Trento.

Sul posto erano intervenute le volanti della Questura, i cui agenti avevano ascoltato il racconto delle vittime riuscendo immediatamente a capire chi fossero i sospettati, in quanto volti già noti alle forze di polizia. Le ricerche, che erano scattate subito, avevano permesso ai poliziotti di rintracciare ed arrestare i due sospettati quando ormai avevano già raggiunto la via Cadorna, dopo un tentativo di fuga lungo il centro città.

Nei guai, arrestati e portati al Bassone con l’accusa di rapina, erano finiti Mahmoud Said Samy, egiziano che oggi ha 24 anni, e Mostafa Shaban Abdelghafar Ramadan, anche lui egiziano di 23 anni, che sono stati processati in tribunale con il rito abbreviato, finendo di fronte al giudice dell’udienza preliminare Chiara Comunale.

La procura, con il pm Michele Pecoraro, ha chiesto per i due egiziani una doppia condanna e la tesi accusatoria è stata accolta. I due ragazzi infatti sono stati condannati entrambi a 4 anni e 8 mesi di pena, con anche l’espulsione dall’Italia quando la stessa pena sarà stata interamente scontata.

L'accusa

L’accusa è stata come detto quella di rapina, aggravata dall’essere stata commessa da più persone riunite e utilizzando un oggetto atto ad offendere, la bottiglia di sambuca appunto. Quando la polizia aveva rintracciato i due sospettati in via Cadorna, tra l’altro, la bottiglia era ancora nelle mani di uno dei due egiziani ed era stata posta sotto sequestro. Il compagno invece era facilmente riconoscibile, in quanto con il braccio ingessato.

Stando a quello che era stato ricostruito, i fatti erano avvenuti attorno all’una di notte. Il gruppo di tre amici comaschi, mentre si trovava sul lungolago di Como, era stato avvicinato dai due egiziani con la scusa di chiedere una sigaretta, ma subito dopo si era palesato il vero motivo dell’approccio. Il diciottenne di Uggiate con Ronago era stato prima strattonato e poi derubato della catenina che aveva al collo che gli era stata strappata da Ramadan. Il complice intervenne quando ci fu la reazione della vittima, che a questo punto fu minacciata con la bottiglia di vetro.

I ragazzi chiamarono però subito gli agenti di polizia che riuscirono a raggiungere i fuggitivi, intercettati in via Cadorna con ancora in mano sia la bottiglia sia la catenina che fu recuperata e restituita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA