Rapina in via Milano a Como, in cella anche un secondo giovane

L’uomo era stato ripreso nel video che aveva immortalato il colpo, in quanto era stato il primo ad entrare nell’attività commerciale prima che sopraggiungessero anche i due complici, uno già arrestato nell’imminenza dei fatti e l’altro ricercato

Como

Proseguono le indagini da parte della polizia locale sulla rapina avvenuta la scorsa settimana (giovedì mattina) ai danni di un parrucchiere di via Milano alta. Dalle scorse ore in carcere è finito anche Rida El Kahloui, un marocchino di 22 anni senza fissa dimora, connazionale dunque della vittima della rapina. Il giovane era stato ripreso nel video che aveva immortalato il colpo, in quanto era stato il primo ad entrare nell’attività commerciale prima che sopraggiungessero anche i due complici, uno già arrestato nell’imminenza dei fatti e l’altro ricercato. Il ruolo esatto del ventiduenne è ancora da chiarire bene e proprio per questo, nelle scorse ore, gli agenti della polizia locale hanno risentito anche il parrucchiere.

Per il momento il marocchino è in carcere, sospettato della rapina in concorso e accusato anche di ricettazione (che è il motivo che l’ha portato al Bassone) in quanto al momento del controllo da parte degli agenti di viale Innocenzo, perquisizione avvenuta in concomitanza con il servizio d’ordine per la partita tra Como e Inter, nello zaino gli sono stati trovati nove orologi di pregio di cui il sospettato non ha saputo giustificare la provenienza. E potrebbe ruotare attorno agli orologi anche il motivo del colpo dal parrucchiere, perché nel corso dell’interrogatorio che si è svolto ieri in carcere il primo arrestato, l’italiano Matteo Mano, incensurato, da una parte avrebbe detto di aver conosciuto i due complici solo poche ore prima della rapina, ma di aver poi deciso di dar loro una mano per andare dal parrucchiere di via Milano per una questione legata ad un orologio. Due particolari dunque, quello degli orologi trovati nello zaino e quello delle prime ammissioni dell’arrestato, che parrebbero sovrapporsi.

La conferma del secondo arresto è stata data anche dalla polizia locale che ha sostenuto come il riconoscimento del sospettato sia avvenuto proprio nel corso del servizio d’ordine per la partita, essendo il marocchino fermo in via Recchi vicino allo stadio. Il suo volto era stato ripreso dalle telecamere del negozio che sono da giorni nelle mani proprio degli agenti di viale Innocenzo.

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