Rapinese contro il collega di Brunate: «Voglio indietro le chiavi del mio faro»

La disputa L’attacco del sindaco: «Dammi i soldi che mi devi e rimedia ai casini che hai fatto». Poi assicura: «A metà mese ci penserà il tribunale». Simone Rizzi sceglie di non replicare

Como

All’ombra del Faro Voltiano, chiuso e inaccessibile da due anni e con il rischio concreto che lo sia anche il prossimo, in cui cadranno il Bicentenario della morte di Volta e i cento anni dalla costruzione del monumento, si sta consumando uno scontro senza esclusione di colpi tra il Comune di Como e quello di Brunate. E, soprattutto, tra i due sindaci.

Dopo aver disertato (senza inviare nemmeno una mail, come emerso pubblicamente all’inizio della seduta) la commissione Cultura di Regione Lombardia che aveva convocato mercoledì tutte le parti per cercare una mediazione, il primo cittadino di Como Alessandro Rapinese ha affondato la spada nei confronti del collega brunatese Simone Rizzi. Quest’ultimo aveva avviato, a causa del mancato accordo sul rinnovo della convenzione per la gestione del Faro (di proprietà del Comune di Como), la revoca della concessione gratuita del suolo (di Brunate) in realtà valida fino al 2033, questione portata ora da Palazzo Cernezzi sul tavolo dei giudici del Tar che dovranno esprimersi in merito. «Ma cosa ci andavo a fare (in Regione, ndr)? - ha dichiarato Rapinese in diretta tv -. A Rizzi è da mesi che chiedo di darmi le chiavi del mio Faro per iniziare sistemare e fare le opere. Sapete cosa ha fatto? Me le ha date le chiavi? No». E ancora: « Il Faro è mio (lo dice anche lui), il terreno è suo e allora gli abbiamo detto, visto che è scaduta la convenzione, di darci le chiavi. L’ultima volta mi ha risposto che le sta cercando. Io non posso entrare nel mio Faro, con i miei tecnici e se il Faro non è sistemato è perché le chiavi le ha ancora Brunate. Ma tanto il giudice a metà mese mi dà le chiavi, farò una foto con le chiavi del Faro e dirò“ciao Rizzi, adesso non mi servi più”. Così potrò finalmente sistemare il monumento». Il sindaco di Brunate (che ieri non ha voluto replicare) sia in consiglio comunale che in Regione aveva sottolineato come «dopo un mese dal nostro insediamento abbiamo constatato che la convenzione sulla gestione del faro fosse scaduta dal 2020 e abbiamo subito cercato un dialogo costante con il Comune di Como, che peraltro mai aveva scritto dal 2015 in avanti per chiedere informazioni sul Faro, nemmeno durante l’amministrazione Rapinese. Il rendiconto economico è pronto e lo invieremo al Comune di Como». Dialogo che però, come ha rimarcato, si era interrotto la scorsa estate senza portare al rinnovo della convenzione. Si è invece arrivati alla rottura definitiva dei rapporti e alle carte bollate.

A proposito della (vana) ricerca di interlocuzioni sottolineata più volte da Rizzi, Rapinese ha rincarato la dose: «Dipende cosa dici...Prima mi dai i soldi che mi devi e rimetti a posto i casini che hai fatto. Perché Rapinese, come ha fatto con tutti (ha citato le riscossioni relative a tavolini, Tari e campi da calcio, ndr), il pettine dei pidocchi lo uso anche con Rizzi. Non firmo un nuovo contratto con uno che, a mio giudizio, non è stato rispettoso del precedente». Contestazioni legate anche alla manutenzione a cui però Brunate ha risposto all’inizio dell’anno con una nota rispedendole al mittente. «Quello che sta succedendo con il Comune di Brunate – ha chiuso Rapinese - è che non mi sta dando le chiavi, per questo non posso entrare a sistemare il Faro. Ma non si preoccupi, sono molto confidente che il giudice, visto che il Faro è mio, mi ridarà le chiavi e lo sistemerò».

© RIPRODUZIONE RISERVATA