Rapinese sotto tiro: «In quattro anni soltanto fallimenti»
La polemica L’opposizione all’attacco del sindaco dopo l’intervento al Rotary sulla situazione della città: «Non si elimina il degrado togliendo gli orti agli anziani»
Lettura 2 min.L’intervento del sindaco Alessandro Rapinese all’incontro del Rotary Club Baradello ha riacceso il dibattito politico in città. Al centro della discussione vi sono due temi caldi: la rivendicazione di aver sollevato Como da una storica condizione di degrado e l’annuncio di un imminente irrigidimento della Ztl, con lo stop ai furgoni nelle aree pedonali. Le reazioni delle opposizioni delineano un fronte comune che contesta non solo il merito delle scelte, ma anche il metodo di confronto dell’amministrazione.
Duro l’affondo di Sergio Gaddi (coordinatore provinciale FI), che attacca la retorica del primo cittadino: «Coprire il nulla della propria amministrazione con bugie e mistificazioni è la sua strategia di comunicazione. Dopo 4 anni di conclamati fallimenti, la litania delle colpe del passato fa solo ridere. Uno che chiude tutto, dalle scuole alla bocciofila, che mette le tariffe a 3 euro l’ora e produce degrado come al Politeama ha ancora il coraggio di parlare?».
Dure anche le parole di Alessandro Nardone (coordinatore cittadino FdI): «Como non è mai stata degradata come lo è stata in questi quattro anni sotto la sua gestione.».
Nardone esprime forti riserve anche sul piano di limitazione del traffico: «Se il metodo utilizzato è lo stesso che ha usato per tutte le altre cose di cui si è occupato, non potrà che essere l’ennesimo disastro per la città. Se come concetto può essere condivisibile, perché a chi non piacerebbe il centro storico senza furgoni, bisogna capire come si intende organizzare la cosa».
Questione Ztl
Sulla stessa linea Daniele Valsecchi (segretario cittadino Pd), che sposta l’attenzione sull’uso politico degli annunci: «La gestione degli ingressi in Ztl è certamente un tema significativo, che con l’overtourism non governato da questa amministrazione è peggiorato ulteriormente. Mi stupisce e mi fa sorridere che il sindaco se ne accorga adesso, così improvvisamente».
Valsecchi critica anche la scelta della sede per un simile annuncio: «Sono un po’ stupito dallo spazio dato a questa affermazione fatta al Rotary, ha scelto di sottrarsi al confronto istituzionale vero e a un metodo consono di dibattito. Certi aspetti andrebbero affrontati in maniera ufficiale. Sulla parte del degrado? I fatti e i numeri ci parlano di una città che è più in difficoltà rispetto a quattro anni fa».
Contesta la ricostruzione della giunta anche Silvia Alberici (coordinatrice provinciale M5S): «Sembra veramente un ribaltamento della realtà, la verità al contrario. Noi siamo per ampliare le zone pedonali e la Ztl, ad esempio in via Milano, ma in un quadro di mobilità leggera e sostenibile. Nel dare i permessi per il carico-scarico si potrebbe pensare a delle fasce orarie, a contingentare le entrate e a creare zone di sosta con trasporti elettrici a basse emissioni».
«Operazione propagandistica»
Anche gli altri gruppi consiliari intervengono con fermezza. Elena Negretti, (Capogruppo Lega), definisce il piano un’operazione propagandistica: «L’annuncio di un forte irrigidimento della Ztl contro i furgoni è un annuncio a orologeria, a meno di un anno dalle elezioni, da parte di chi in quattro anni di mandato non ha mai fatto della mobilità sostenibile una priorità reale. Colpisce il metodo: un bilancio costruito delegittimando chi lo ha preceduto, mentre sul territorio i risultati raccontano altro».
Un’analisi condivisa da Vittorio Nessi, (Capogruppo Svolta Civica), che evidenzia le promesse mancate della giunta: «Dopo quattro anni, siamo all’ennesima sparata sulla Ztl. Troppe promesse non seguite dai fatti, come per i parcheggi e le tariffe per residenti. Quanto al degrado, basta vedere i giardini del Lungolago dove il verde non esiste più, il caos in piazza Volta e la città sempre più sporca. Non si elimina il degrado sequestrando gli orti agli anziani e rendendo le piscine inaccessibili». Infine, Teresa Minniti (vicepresidente Nova Como), censura il linguaggio utilizzato dal primo cittadino: «Usare il Mezzogiorno come simbolo di degrado contribuisce a legittimare stereotipi. Prima di evocare il degrado altrove, sarebbe opportuno che il sindaco concentrasse l’attenzione sul bilancio impietoso della propria amministrazione, sul suo programma elettorale disatteso e sulle opere incompiute».
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