Rapinese contro due ministri sul caso Corridoni: «Cose da squilibrati: per questo Vannacci se li sta mangiando vivi»
Il caso Con un video il sindaco di Como commenta la sentenza del Consiglio di Stato e cita dati sul calo demografico: «Valditara è andato in tutte le migliaia di scuole chiuse a dire “Lo Stato è con voi”?». E accusa anche Locatelli
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Como
«Ho capito cosa dà fastidio di me ai partiti: il fatto che ogni volta che sistemo qualcosa loro evidentemente si sentono umiliati» così il sindaco di Como Alessandro Rapinese inizia il video commento pubblicato sui suoi social sul caso della scuola Corridoni, per la quale il Consiglio di Stato ha chiesto la sospensiva, garantendo l’avvio dell’anno scolastico e la prosecuzione delle lezioni in via Sinigaglia. «Quindi necessariamente ogni mia azione deve essere rallentata, fermata, criticata eccetera eccetera. Questo mi sembra abbastanza evidente: lo abbiamo visto dappertutto, per esempio sulle biciclette in centro e i ciliegi. Per loro Rapinese non deve fare niente così Rapinese è come loro».
L’attacco ai politici
Il sindaco ha quindi attaccato il ministro Giuseppe Valditara che di persona prima e tramite la sua vice poi, Paola Frassinetti, presente lunedì di persona alla Corridoni per l’inizio delle lezioni con il ministro per le Disabilità, la comasca Alessandra Locatelli, si sono schierati dalla parte delle famiglie. Rapinese ha citato una serie di dati riportati sui giornali negli ultimi anni in merito al calo demografico in Italia. Si è soffermato in particolare sulle previsioni di chiusura citate in una ricerca di Tuttoscuola: «Nei prossimi cinque anni chiuderanno 1.200 scuole, negli ultimi 10 anni chiusi già 2.600 istituti: pensate quanto lavoro ha Valditara se va da tutti a dire “lo Stato è con voi”. A Como sì è venuto, ma è andato in 2.600 scuole a dirlo?». Rapinese cita quindi anche l’invito del governo a riorganizzare la rete scolastica in vista dell’ingente perdita di studenti segnalata dalle previsioni demografiche: «Noi la riorganizzazione scolastica la stiamo facendo ma il governo così così. “Lo Stato è al vostro fianco”, dicono, ma chi va in galera se cade il cartongesso nel refettorio? Io!».
Il sindaco ha anche ribadito la preoccupazione dell’amministrazione comunale per la sicurezza nella scuola Corridoni di via Sinigaglia. Proprio in merito a questa questione evidenzia affermazioni di esponenti regionali e nazionali del centrodestra smentendo le loro affermazioni: da Sergio Gaddi, consigliere regionale di Forza Italia, ad Alessandra Locatelli («una che si è candidata alle ultime elezioni, ha preso 157 voti, era amica di Salvini e Salvini l’ha fatta ministro... la saccagnavo già alle elezioni del Setificio. Se lei con quei voti lì è ministro, Anzaldo con i suoi dovrebbe essere la Von der Leyen»). Nel caso del ministro Locatelli (Lega) Rapinese richiama in particolare, ancora, il documento con cui Regione ha preso atto del piano di chiusura delle scuole, che porta la firma di un altro leghista, Alessandro Fermi. E poi aggiunge: «Forse per questo Vannacci se li sta mangiando vivi. Locatelli dice che lo Stato c’è per annullare un documento che ha votato Alessandro Fermi e la provincia dove loro sono al governo... capite che manca ogni connessione. Magari è bravissimo Vannacci, ma questi ogni volta... è da squilibrati dire che lo Stato sta con te quando Regione Lombardia ha votato quel documento ed è diventato esecutivo».
Le scuole già chiuse: Magnolia e Ponte Chiasso
Quindi Rapinese cita anche il documento con cui il piano di riorganizzazione della rete scolastica comasca, che prevedeva anche la chiusura della scuola Corridoni di via Sinigaglia, è stato approvato dalla Regione stessa, cerchiando in particolare la firma dell’assessore all’Università, Alessandro Fermi.Conferma poi la volontà del Comune di attendere fino alla discussione nel merito - i giudici del Consiglio di Stato non hanno ancora fissato l’udienza - e rivendica di aver chiuso già altre due scuole, il nido Magnolia di via Passeri e la primaria di Ponte Chiasso, su cui pure erano stati fatti ricorsi al Tar dalle famiglie.
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