Rapinese zittisce Lissi sulla lettera per gli angeli di Ponte Chiasso: «Non dica palle»
Consiglio comunale. Clima teso alle comunicazioni preliminari: il sindaco tronca la polemica sulla targa commemorativa. Sul tavolo anche il nodo dei centri estivi per diversamente abili e l’allagamento del lungolago
Lettura 2 min.Como
Uno scontro verbale tra il sindaco Alessandro Rapinese e la capogruppo del Partito Democratico Patrizia Lissi ha infiammato la seduta del Consiglio comunale di lunedì. Al centro della contesa, la gestione di una lettera inviata dai familiari di Paolo Boetti, legata alla targa commemorativa per i finanzieri noti come gli “angeli di Ponte Chiasso”. Di fronte alle contestazioni della consigliera d’opposizione, che denunciava la mancata condivisione del documento con l’aula, il primo cittadino è intervenuto in modo diretto per smentire la ricostruzione della minoranza, intimando alla consigliera di «non dire palle» e respingendo fermamente ogni accusa di scarsa trasparenza o di strumentalizzazione politica della memoria storica cittadina.
La polemica è divampata quando la consigliera Lissi ha preso la parola per ricostruire i contatti avuti con i parenti delle vittime e con le autorità della Guardia di Finanza prima delle celebrazioni del 24 aprile scorso, evidenziando una profonda amarezza per l’iter seguito dall’amministrazione. La consigliera ha spiegato di essersi sentita telefonicamente con il nipote di Boetti, e ha denunciato il silenzio calato su una missiva scritta a mano dalle figlie del finanziere eroe, che secondo i desideri della famiglia avrebbe dovuto essere inoltrata a tutti i membri del Consiglio comunale.
«Le figlie di Boetti hanno scritto una lettera molto bella, scritta a mano, che doveva essere condivisa con tutto il consiglio comunale - ha riferito Lissi -. Il nipote mi dice al telefono: “L’ha ricevuta, vero consigliera Lissi?”. “No, non abbiamo ricevuto nulla, ma vedrà che lo faranno presto”. Io ho aspettato ma naturalmente questo non è successo, non c’è tanto da stupirsi».
Dopo un veloce controllo il presidente del Consiglio, Fulvio Anzaldo, ha ritrovato la lettera in questione che effettivamente era stata inoltrata al sindaco, come da volere delle figlie del finanziere. È stato a questo punto che Rapinese ha bloccato la consigliera con una replica fuori microfono, esclamando: «Non dica palle, consigliera Lissi, non è andata così». Tuttavia i consiglieri dell’opposizione sostengono di non aver ricevuto la lettera.
I centri estivi per diversamente abili
Prima che la seduta si concentrasse sul caso della targa commemorativa, l’aula aveva affrontato temi sulle politiche sociali. La capogruppo della Lega, Elena Negretti, dopo aver chiesto un minuto di silenzio per la tragica scomparsa di una giovane agente della polizia locale che aveva iniziato la carriera a Como, ha sollevato un problema urgente che sta gettando nell’incertezza molte famiglie con figli diversamente abili. Negretti ha chiesto spiegazioni per una comunicazione inviata via e-mail che riduce drasticamente i contributi comunali per la frequenza dei centri estivi diurni.
«In merito agli avvisi annunciati tramite e-mail ai genitori di persone con figli con disabilità, nelle more della concessione dei contributi per l’assistenza ai minori disabili nei centri estivi: venerdì nel primo pomeriggio è stata inviata una e-mail che, a fronte di cinque settimane, garantisce la frequenza solo per due settimane - ha denunciato Negretti -. La motivazione è che, a causa dell’elevato numero di richieste, i contributi non sono sufficienti. Si riduce così di oltre la metà la possibilità per queste famiglie di frequentare i centri estivi come tutti. Mi chiedo ancora una volta che cosa sta facendo questa amministrazione?».
Su questo specifico tema, il sindaco Rapinese ha replicato alla capogruppo della Lega, accusandola di aver sollevato un polverone inutile e di non aver letto con la dovuta attenzione la totalità della comunicazione inviata dagli uffici comunali, la quale conteneva già le rassicurazioni cercate dalle famiglie circa il reperimento di nuove coperture finanziarie. «Le confermo che l’amministrazione si sta impegnando per trovare le risorse affinché non ci sia nessuna interruzione di servizio nelle due settimane, esattamente come era scritto».
L’allagamento sul Lungolago
Il consigliere dem, Stefano Legnani, ha poi segnalato i problemi di allagamento che hanno colpito piazza Cavour e il lungolago, ipotizzando un malfunzionamento strutturale delle caditoie o un effetto di vasi comunicanti legato al moto ondoso della navigazione.
«Passeggiando per piazza Cavour, ho visto acqua che tornava indietro dalle caditoie lungo il marciapiede sul lungolago; tant’è che c’erano delle pozzanghere. L’attraversamento pedonale era quasi impraticabile. L’assessore Sertori, in occasione del nubifragio del 2 giugno, aveva dichiarato che quell’acqua si era formata perché le caditoie erano piene di fogliame. Evidentemente non è così. Non è pensabile che ieri, a un giorno e mezzo che non pioveva ci fosse ancora acqua. Si vedeva proprio dal tombino che saliva e scendeva il livello dell’acqua. Credo sia necessario un chiarimento, il Comune deve in qualche misura chiedere chiarezza alla Regione sul funzionamento di questo sistema».
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