Rebbio, la sorpresa di Pasqua: riapre il Teatro Nuovo. Il Pd: «Occorreva buon senso»
A più di un anno dalla chiusura, disposta da un’ordinanza comunale, al teatro parrocchiale i tecnici del Comune hanno chiesto di appendere delle catenelle a doppia mandata per assicurare meglio casse e luci. Una accortezza che entro settimana prossima verrà controfirmata dagli uffici, così da rilasciare la definitiva agibilità in tempo per il venerdì santo. La soddisfazione del Partito democratico
Como
A Rebbio il Teatro Nuovo è pronto a riaprire da Pasqua. Ieri mattina si è svolto il sopralluogo della commissione sicurezza, si è trattato quasi di un pro forma visto che la parrocchia aveva già incassato le certificazioni dei vigili del fuoco qualche settimana fa, superati analoghi controlli regionali. A più di un anno dalla chiusura, disposta da un’ordinanza comunale, al teatro parrocchiale i tecnici del Comune hanno chiesto in mattinata di appendere delle catenelle a doppia mandata per assicurare meglio casse e luci. Una accortezza che entro settimana prossima verrà controfirmata dagli uffici, così da rilasciare la definitiva agibilità in tempo per il venerdì santo. «Così ci hanno spiegato i responsabili del Comune e della commissione – dice Mario Cappelletti, l’architetto che segue per queste incombenze la parrocchia di Rebbio, proprietaria del teatro – diciamo che da Pasqua la comunità potrà tornare ad utilizzare il teatro, tutti i lavori e gli adeguamenti chiesti sono stati messi a punto». Per finanziare i lavori cittadini e associazioni hanno donato l’anno scorso più di 100mila euro in pochi giorni, una raccolta fondi dall’esito sorprendente che ha dimostrato l’affetto dei comaschi per il piccolo palcoscenico.
«Dopo tanta passione ecco la resurrezione – sorride don Giusto Della Valle – siamo felici anzitutto per le tante realtà che hanno dovuto per più di un anno fare a meno del teatro. Per esempio gli Amici di Zinvié che con i loro spettacoli raccolgono fondi per gli orfanotrofi in Africa e che in questo tempo si sono esibiti a Capiago con Intimiano. Oppure le scolaresche che domandano luoghi per eventi e feste, sono tanti i gruppi più o meno organizzati che hanno bisogno di un palco, il nostro è un servizio sociale aperto al territorio. Vedremo da aprile di pubblicare un nuovo calendario». Senza ingressi e biglietti per la parrocchia il problema dei mancati incassi iniziava a diventare incombente, di tipo economico. Dunque dopo il sopralluogo dalla comunità parrocchiali filtra contentezza, fatti i primi incontro e le prime riunioni.
Intanto i giudici sul ricorso promosso dalla parrocchia contro l’ordinanza comunale hanno disposto un rinvio a fine anno. L’udienza si terrà il 17 dicembre. Il Consiglio di Stato la scorsa settimana ha chiesto al Comune entro due mesi maggiori approfondimenti per capire se l’ordinanza emessa all’inizio del 2025 per la chiusura del teatro aveva o meno fondamento. Così risulta dal dispositivo appena pubblicato. «Ritenuto necessario, al fine del decidere – si legge nella sentenza - che l’amministrazione depositi documentati chiarimenti in merito allo stato di adeguamento dell’immobile di cui si tratta alle prescrizioni dei vigili del fuoco, dando altresì atto dell’ultrattività o meno del divieto di prosecuzione dell’attività di pubblico spettacolo impugnato rispetto all’archiviazione dell’originario procedimento, determinata dall’apertura della nuova pratica nel febbraio 2025 e dalla esplicita rinuncia alla precedente».
Con una nota, il Partito democratico di Como ha espresso oggi soddisfazione: «La notizia della riapertura del Teatro di Rebbio ci riempie di gioia. Esprimiamo la nostra soddisfazione per questo epilogo. Non vediamo l’ora di tornare a vivere un luogo di cultura e di socialità. Uno di qui luoghi di cui Como ha estremamente bisogno. Siamo felici anche per tutti i comaschi e le comasche che hanno aiutato concretamente con la raccolta fondi che ha permesso i lavori di adeguamento. Sicuramente è una situazione che si sarebbe potuta affrontare meglio e più tempestivamente, risolvendola con il buon senso. Oggi, però, ci godiamo la notizia e aspettiamo la lettera ufficiale per gioire per la riapertura e tornare a vederci agli spettacoli».
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