Rebbio, orti sgomberati. Ma il Comune non si è visto
Il caso Stamattina erano attesi i messi di palazzo, che non sono arrivati. Intanto monta la protesta: «Coltivare era utile. Non disturbavano nessuno»
Lettura 1 min.Como
Un manipolo di anziani di Rebbio, quasi tutti pensionati, non ha proprio digerito la diffida e l’ordinanza del Comune che impone loro di liberare gli orti sociali in via Tettamanti.
Diversi appezzamenti sono da anni abbandonati e incolti. Ma davanti ai condomini della Comense una decina di orticelli erano in buono stato.
In questi ultimi giorni i residenti, aiutati da alcuni volontari, hanno sgomberato questi rettangoli di verde lato strada come chiesto da Palazzo Cernezzi, in attesa che stamattina 13 luglio arrivassero i messi del Comune a fare i controlli e a mettere i sigilli. «È vero che tanti pensionati ormai defunti hanno lasciato l’orto – racconta Donata Caputi, una residente – ma succede perché mancano da tanto tempo nuovi bandi per riassegnare gli appezzamenti. Io ho 75 anni, sono cardiopatica, per conto di mia mamma che è assegnataria ed è ancora più anziana coltivavo qualche pianta da trent’anni».
Nella maggioranza degli orti ci sono ancora reti e bidoni, gli assegnatari non ci sono più. «Sopra alle scale però ci sono delle belle piante di cachi, un kiwi, alberi che fanno prugne buone – dice Enza Milazzo – per noi questi orticelli erano una risorsa, non capisco che fastidio davano». Sui social il primo cittadino Alessandro Rapinese ha postato diverse foto che catturano diversi orti lasciati all’incuria, a dimostrazione dello stato d’abbandono. «Sì, ce ne sono parecchi ormai senza assegnatari, ma fatta domanda non li hanno mai dati alla gente – dice Luigi Terrana – si potevano rinnovare le concessioni, c’erano persone interessate. Quanto al mio orto assicuro era perfetto. Adesso mi hanno ordinato di rimuovere tutto o quasi, ma ci ho messo sempre il massimo della passione. Si poteva secondo me trovare un accordo almeno per chi ancora sfrutta questi orti sociali». I pensionati che ieri hanno aspettato, invano, i controlli del Comune, scaduti i termini per liberare gli spazi, assicurano di non essere abusivi, ma di aver anche pagato canoni pur simbolici. È il modo, la diffida e la generica accusa di degrado, che li ha , raccontano, offesi.
Sempre oggi sono comparsi degli striscioni lungo le recinzioni in via Tettamanti contro lo sgombero promesso dal Comune. «La terra è di chi la coltiva». «Gli orti si vivono, non si sfrattano». «Cosa ne sarà di questo spazio verde?». A proposito di quest’ultima domanda, a quanto lasciato intendere nei messaggi social del sindaco, si tratta di una complessiva opera di pulizia e riordino. Comunque quella in questione in via Tettamanti è una porzione di verde piuttosto piccola, è una rivetta a lato della strada, per qualche gradino di dislivello. La notizia ha lo stesso suscitato una forte reazioni, nella politica locale e negli altri media, tanti i commenti dei cittadini in calce. Anche il sindaco ha a lungo commentato la vicenda affidando la replica ai soli social network.
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