«Riprese anche a Como del film tv su Volta grande opportunità»
L’intervista. Alessio Butti sottosegretario alla Presidenza del consiglio: «Como ha il dovere di raccontare una figura simbolo dell’innovazione»
Lettura 3 min.Approderanno anche a Como, le riprese di “Alessandro Volta”, film tv targato Rai che racconta la vita del nostro celebre concittadino in occasione del bicentenario della scomparsa. Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri Alessio Butti si è speso in prima persona per facilitare la presenza della produzione in città, non solo per l’affetto che, come tutti i comaschi, nutre per Volta, ma per obiettivi ambiziosi che vedono nell’inventore della pila una figura centrale di divulgazione scientifica, di promozione territoriale e di simbolo per l’innovazione.
Perché ha ritenuto importante impegnarsi personalmente per un progetto che, apparentemente, esula dalle sue competenze istituzionali?
Il legame è molto più stretto di quanto possa sembrare. La mia delega riguarda l’innovazione e Alessandro Volta è uno dei più grandi innovatori della storia. Due secoli fa ha prodotto una discontinuità tecnologica che, di fatto, ha cambiato per sempre il mondo. C’è poi, naturalmente, una ragione personale e territoriale. Sono comasco e credo che questa città abbia il dovere di raccontare Volta al mondo. Per questo ho lavorato affinché le celebrazioni avessero una dimensione nazionale, ottenendo dal Parlamento uno stanziamento di 8 milioni di euro nel triennio 2025 – 2027. La scienza vive nelle università collegate alle imprese, ma per diventare cultura collettiva deve anche saper parlare a milioni di persone. Un’opera audiovisiva può riuscirci come pochi altri mezzi.
Quale valore attribuisce oggi alla figura di Volta nella costruzione dell’identità culturale e scientifica di Como?
Volta dovrebbe essere uno degli elementi fondamentali dell’identità di Como. La nostra è conosciuta nel mondo per il lago, per la bellezza del paesaggio e per la seta. Ma Como è anche la città di uno scienziato il cui nome appartiene al vocabolario universale della tecnologia. Volta è anche un europeo ante litteram: dialoga con i maggiori studiosi del suo tempo, viaggia, insegna a Pavia, presenta la pila a Parigi davanti a Napoleone e viene riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale. Una figura perfetta per raccontare una Como radicata nella propria storia ma aperta al mondo. Vorrei soprattutto che i ragazzi percepissero Volta come un uomo animato da curiosità e anche coraggio nel mettere in discussione le teorie dominanti. È esattamente questo lo spirito dell’innovazione.
Quanto può incidere un prodotto di questo tipo sulla promozione del territorio?
Avevo promesso un prodotto prestigioso, per di più coprodotto dalla Rai. Le potenzialità sono evidenti, perché le grandi fiction raccontano epoche, trasformazioni sociali, cultura e scienza attraverso le vicende personali dei protagonisti. Il film è parte del progetto di Innovazione tecnologica sul quale ho lavorato in questi quattro anni: affermare l’idea di una “Como del digitale”, capace di ospitare eventi internazionali, centri di ricerca scientifica, macchine ultramoderne al servizio delle imprese e delle Università, appuntamenti di alto livello scientifico e tecnologico e momenti di confronto sui grandi temi dell’innovazione. Volta, da questo punto di vista, è un simbolo perfetto perché unisce identità locale e dimensione globale, storia e futuro. Mi aspetto ricadute importanti anche sul piano turistico ed economico. Le Celebrazioni Voltiane sono per l’Italia e Como un propellente straordinario, uno degli strumenti con cui modellare la propria vocazione sociale ed economica, il suo futuro. E lo dimostrerò a breve al Digital innovation forum di metà ottobre.
Quanto è importante, secondo lei, evitare che il film si limiti alla celebrazione dello scienziato per restituirne invece anche la dimensione umana?
Un film non può essere una lezione scolastica illustrata e Volta, fortunatamente, non ne ha alcun bisogno. La sua vita possiede già tutti gli elementi di un grande racconto. C’è la disputa con Galvani, l’Europa attraversata dall’Illuminismo e poi sconvolta dalla Rivoluzione francese e da Napoleone. E c’è un Volta molto meno conosciuto: brillante, ambizioso e capace di passioni profonde. La vicenda di Marianna Paris, la cantante che avrebbe voluto sposare incontrando l’opposizione della famiglia e dell’ambiente sociale dell’epoca, ci restituisce per esempio un uomo lontanissimo dall’immagine fredda dello scienziato chiuso nel laboratorio. Raccontare questa complessità significa renderlo più grande e soprattutto più vicino al pubblico. Dietro ogni grande scoperta scientifica ci sono esseri umani, intuizioni, errori, rivalità, sacrifici. Se un ragazzo, dopo avere visto il film, avrà voglia di sapere qualcosa di più sulla pila, sull’elettricità o sulla vita di Volta, avremo raggiunto uno degli obiettivi più importanti.
Come si vuole valorizzare stabilmente l’eredità di Volta?
Il bicentenario rappresenta un’occasione irripetibile per trasformare Alessandro Volta in un elemento ancora più forte dell’identità internazionale della città e io non lesino la benché minima energia affinché ciò avvenga. Negli ultimi tempi Como ha avuto una notevole risonanza, anche sulla stampa internazionale, per discussioni legate ai divieti alle biciclette e ad altre questioni regolamentari: mi piacerebbe vedere la stessa capacità di conquistare attenzione internazionale parlando di Volta, di scienza, di ricerca e di innovazione. Il Governo ha fatto la propria parte sostenendo un programma che comprende iniziative scientifiche, culturali, formative e divulgative. Ma il punto decisivo è ciò che resterà dopo il 2027. Il lavoro sul quantum va esattamente in questa direzione: dal Comitato nazionale Alessandro Volta alla Volta declaration, dalla Q – Alliance al viaggio negli Usa che farò a settembre per parlare con i principali stakeholder mondiali, stiamo cercando di costruire un ecosistema nel quale ricerca, università, imprese e infrastrutture tecnologiche dialoghino stabilmente. Volta va celebrato trasformando la sua eredità in futuro.
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