Ristrutturazione per il San Jorio: chiude un anno il rifugio più alto
Gravedona Al via un intervento di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica
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Gravedona
Grazie a un finanziamento regionale di 297 mila euro, il Comune di Gravedona ed Uniti può dare il via a un intervento di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica del rifugio Sant’Jorio, la struttura ricettiva gestita a più alta quota dell’intero territorio altolariano.
L’importo complessivo dei lavori ammonta 333.679 euro e prevede due lotti: uno relativo alle opere edili di manutenzione straordinaria, un secondo per la riqualificazione energetica. Il progetto esecutivo è stato redatto dall’ingegner Alessandro Ruffoni di Ardenno e approvato di recente dalla giunta comunale. «L’intervento sarà prevalentemente di manutenzione straordinaria – spiega il sindaco di Gravedona ed Uniti, Cesare Soldarelli – Provvederemo a rinnovare anche gli ambienti interni e l’immobile verrà migliorato dal punto di vista dell’efficientamento energetico. Nelle previsioni i lavori dovrebbero concludersi prima dell’inverno, quando non sarà più possibile lavorare in quota».
Il rifugio sorge a 1.980 metri di quota, poco sotto l’omonimo passo che collega l’Alto Lario con Bellinzona e il Verbano, molto frequentato nei secoli scorsi perché da lì passavano la seta prodotta a Como e diretta in Germania e il ferro della Val Morobbia utilizzato nella ferriera di Dongo. Era sorto all’epoca del contrabbando degli spalloni come presidio della Guardia di finanza, poi trasformato in capiente e accogliente rifugio una volta esaurito il passaggio di bricolle. Da parecchi anni è gestito dall’associazione di volontariato “Waliki” di Menaggio, legata all’Omg (Operazione Mato Grosso), che destina il ricavato alle missioni curate in Centro e Sud America, in particolare per sostenere l’ospedale “Mama Ashu di Chacas. «Il rifugio Sant’Jorio rimarrà chiuso per tutto il 2026 per ristrutturazione – è la scritta che campeggia sul sito del rifugio – Vi aspettiamo nel 2027». Quali saranno le sorti l’anno prossimo dopo la riapertura? «Non cambierà nulla sotto il punto di vista della gestione – assicura il primo cittadino – Il rifugio continuerà ad essere affidato ai volontari dell’Omg, che si sono mostrati molti affidabili e svolgono un lavoro lodevole improntato alla solidarietà. Di fatto, insomma, si tratta solo di una sospensione dell’attività per i necessari lavori».
Il percorso che porta prima al Passo Giovo e quindi al rifugio Sant’Jorio ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo turistico esponenziale per gli appassionati della mountain bike. Ma la giornata che attira addirittura più di mille persone in vetta è la prima domenica di agosto, ricorrenza del santo eremita a cui è dedicata la chiesetta che sorge poco più in alto e, per tradizione, anche incontro italo – svizzero. Quest’anno, per la prima volta, i partecipanti dovranno rinunciare al consueto pranzo conviviale al rifugio.
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