Ritardi nel cantiere dei giardini a lago, Azione attacca: «Simbolo di un’assenza di visione»

Il movimento politico locale: «I giardini, i parchi, e le piazze sono luoghi di aggregazione sociale su cui Como deve investire ingrandendoli, tenendoli con cura, rendendoli più accessibili e inclusivi»

«L’ennesimo rinvio sui giardini a lago certifica ciò che i cittadini vedono da tempo: un’opera simbolo bloccata e una gestione del verde pubblico inefficiente. I lavori, partiti a febbraio 2024 e previsti in chiusura entro febbraio 2025, continuano a slittare. Nemmeno la nuova scadenza di aprile 2026 sarà rispettata». Così li legge in un comunicato stampa di Azione Como. Secondo il movimento politico locale, si tratta di una situazione «inaccettabile e ormai fuori controllo», che colpisce uno degli spazi più importanti e rappresentativi della città, frequentato ogni giorno da comaschi e turisti. «Il tema - prosegue la nota - non è solo un cantiere in ritardo, ma una visione assente. Como continua a soffrire di una carenza strutturale di verde pubblico curato e accessibile, mentre proprio parchi, giardini e aree gioco dovrebbero essere considerati infrastrutture fondamentali per la qualità della vita, la socialità e l’educazione».

Carlo Bordoni, responsabile organizzazione di Azione Como, dichiara: «Completare i lavori di un’area verde importante e bella come i giardini a lago è importante per la bellezza del quartiere e per il rispetto dei cittadini che ci vivono. I giardini, i parchi, e le piazze sono luoghi di aggregazione sociale su cui Como deve investire ingrandendoli, tenendoli con cura, rendendoli più accessibili e inclusivi. Occorre poi dare alla città ulteriori spazi di aggregazione sociale portando il modello delle cosidette “piazze aperte” trasformando spazi pubblici in aree pedonali colorate, sicure e aggregative partendo dalle aree prossime alle scuole».

Azione sottolinea come il problema riguardi tutta la città: non solo il centro, ma anche quartieri e periferie, dove il verde è spesso trascurato o insufficiente.

Lorenzo Pedretti, segretario provinciale di Azione Como, attacca: «I giardini a lago sono diventati il simbolo di un’amministrazione che non riesce a portare a termine nemmeno gli interventi più visibili. Parliamo di uno spazio centrale, atteso da anni, eppure ancora chiuso per ritardi continui. Il verde pubblico non è un optional: è fondamentale in centro come nei quartieri e nelle periferie, per lo svago, la socialità e anche l’attività fisica. Dopo quattro anni di governo non esistono più alibi: non si può continuare a dare la colpa a chi c’era prima o ai tecnici. Questa amministrazione si assuma finalmente le proprie responsabilità. Como merita tempi certi, manutenzione costante e una visione seria sul verde pubblico».

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