Rivoluzione Ztl: Ticket da tre euro e niente biciclette

Le novità. Stretta sulle consegne: soltanto dalle 6 alle 11. Stop alle due ruote nelle vie della “vasca comasca” . Confcommercio: «Il sindaco non accetta il confronto»

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Un centro storico con finestre orarie ridotte per le consegne, un portale per i permessi a pagamento, nuove Aree Pedonali Urbane (Apu) e il divieto d’accesso esteso anche alle biciclette e ai monopattini nelle vie del centro. È la nuova proposta di riorganizzazione della Ztl presentata dal sindaco, Alessandro Rapinese, ai microfoni di CiaoComo.

Nessuna modifica in vista per i residenti e per chi possiede un box privato in Ztl. La vera rivoluzione riguarda l’approvvigionamento delle merci e i servizi di manutenzione: le finestre orarie per il carico e scarico verranno unificate e ristrette unicamente alla fascia 6.00 - 11.00 del mattino, eliminando definitivamente le aperture pomeridiane.

«Ci saranno pochissime eccezioni solo per interventi d’urgenza imprevisti, come la rottura di un tubo o problemi alla fognatura», ha chiarito Rapinese.

Parallelamente verrà introdotto un portale online tramite cui accreditarsi per ottenere due tipologie di pass: annuali (riservati a categorie specifiche come le forze dell’ordine) o giornalieri. Questi ultimi, pensati ad esempio per artigiani e tecnici in intervento temporaneo, avranno un costo di 3 euro a giornata (fino a un massimo di 59 utilizzi all’anno).

Tra le novità rilevanti vi è l’ampliamento delle Apu dove la sosta sarà vietata anche per i transiti veloci: un esempio su tutti è via Muralto fino a piazza Volta, destinata a diventare completamente pedonale fino a Piazza Volta. Infine, il pugno di ferro contro la velocità nel centro storico, l’intenzione del sindaco è quella di vietare la circolazione di biciclette (sia elettriche sia muscolari) e monopattini nelle strade ad altissima densità pedonale come via Luini, via Vittorio Emanuele, via Cesare Cantù e piazza San Fedele.

La reazione del mondo del commercio non si è fatta attendere. Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como, osserva come il principio di una città più vivibile sia condivisibile, ma sottolinea l’assenza totale di dialogo preventivo con le categorie interessate.

Monetti ha ricordato di aver già cercato un contatto con il primo cittadino dopo l’incidente che aveva visto coinvolto lo stesso Rapinese, investito da una bicicletta elettrica, proprio per avviare un confronto programmatico sul tema della viabilità.

«Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Avevo scritto al sindaco chiedendo un incontro per discutere di alcune nostre idee per la Ztl, ma ad oggi non c’è stato alcun riscontro. Noi siamo disponibilissimi a collaborare e avevamo avanzato proposte concrete, come la creazione di hub logistici esterni nell’ambito del Distretto Urbano del Commercio per gestire le consegne senza soffocare il centro».

Nel merito tecnico, il direttore di Confcommercio evidenzia come l’eliminazione della finestra pomeridiana sia un ostacolo critico per i fornitori che arrivano da fuori provincia, esposti ai ritardi del traffico.

Sulla stessa linea Marco Cassina, presidente di Federmoda Confcommercio Como e titolare di un’attività nel cuore della città murata. «I negozi di abbigliamento e moda aprono solitamente attorno alle 10.00. Ridurre la finestra delle consegne esclusivamente tra le 6.00 e le 11.00 significa restringere l’operatività reale a un’unica ora al giorno. È impensabile gestire l’intero flusso di carico e scarico delle merci, oltre ai ritiri, in una frazione di tempo così ridotta, considerando che non possiamo anticipare le aperture del personale. Se l’obiettivo è alleggerire il centro storico dal traffico, la misura può avere un senso, ma occorre creare preventivamente delle piazzole e delle aree di sosta dedicate al carico/scarico nelle immediate vicinanze. Senza queste alternative, l’impatto economico sui negozianti rischia di essere insostenibile».

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