Rogo a Breccia: «Corridoio pieno di fumo. Abbiamo davvero sfiorato la tragedia»

Le testimonianze Il giorno dopo fuori dal palazzoL’allarme nel pieno della notte: «Il fumo saliva dal pavimento, ha lasciato segni sui muri»

05:09

Un gruppetto di pensionati gioca a briscola, mentre una famiglia con due bimbi piccoli si gode il sole nel parco giochi antistante la palazzina di via Venturino, tra il cinguettio degli uccellini e un’atmosfera di calma ritrovata. Dell’incendio divampato l’altra notte restano i segni chiaramente visibili sulle mura, un acre odore di fumo e la paura: «Due ragazze che sono uscite a fumare hanno sentito l’odore di bruciato, hanno chiamato subito l’amministratore e sono stati allertati i soccorsi», racconta Giorgio Montini, che da più quarantacinque anni risiede con la moglie nel condominio. La corsa dell’amministratore nei corridoi, bussando alle porte, ha bruscamente risvegliato anche una famiglia del terzo piano: papà, mamma e due figli piccoli. Il maggiore è ancora scosso, mentre tiene compagnia alla sorellina nel parco giochi, mentre per mamma Veronica è indelebile l’odore del fumo che ancora aleggia nell’ingresso della palazzina e che, scendendo verso i box, si fa sempre più intenso.

«Il fumo saliva anche dal pavimento - continua Giorgio - la vampata che ha lasciato i segni sulle pareti esterne del condominio è arrivata fino al quarto piano». Al quarto piano vive anche Franco Carucci, residente dal 1978 in questa palazzina gestita dalla Cooperativa Comense: «Siamo 95 famiglie in totale, per fortuna è andata bene anche se lo spavento c’è stato. Questa è una zona tranquilla, in tanti anni che vivo qui non era mai successo nulla di simile. Me ne sono accorto quando ho sentito le sirene dei soccorsi che stavano intervenendo».

E tranquilla è tornata poche ore dopo l’intervento dei soccorsi, anche se qualcuno, come Veronica e i suoi due figli, è dovuto passare prima dall’ospedale: «Ho aperto la porta e nel corridoio era tutto nero. Ho svegliato prima mio marito, poi i bambini e siamo corsi fuori, si sentivano le sirene delle ambulanze. Poi io e i miei figli siamo andati in ospedale... Ancora adesso mi sento un po’ confusa per via del tanto fumo che abbiamo respirato».

Ed è sempre Veronica a mostrare il punto d’innesco delle fiamme, nel pianto interrato del condominio, dove i residenti parcheggiano le auto all’interno di box personali. Una tubatura, che si intravede nella penombra, perde copiosamente acqua all’interno di un cassonetto dell’immondizia, trascinato lì per evitare che il pavimento si allaghi.

La tubatura in questione è posizionata proprio di fronte al box al cui interno è scaturito l’incendio, verso l’1.30 di ieri notte. Per il marito di Veronica le 95 famiglie residenti nella palazzina sono state a un passo dalla tragedia. «Nel pomeriggio ho provato a dormire - dice Giorgio - ma non riesco. Questa mattina sono andato a prendere mia moglie al Valduce, sta bene ma ci siamo spaventati tantissimo».

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