Rsa, rette da 2.500 euro. «Ma le pensioni
non arrivano a mille»

Anziani. I sindacati chiedono tutele: «Famiglie costrette a indebitarsi per curare i nonni»

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La retta delle Rsa a 2.500 euro al mese? Il sindacato: «Ma la pensione non arriva a mille euro». L’Ats Insubria dopo anni intende mettere a bando 57 nuovi posti a contratto nelle residenze per anziani per oltre un milione di euro l’anno, letti che ricevono il contributo del sistema sanitario così da non far ricadere tutti i costi sulle famiglie.

Così succede perché le liste d’attesa sono esplose, 8.200 le domande inevase censite dall’Agenzia per la tutela della salute. Detto che la maggioranza delle famiglie presenta più richieste secondo la stessa Ats circa 3mila sono le domande reali, circa il doppio rispetto al periodo post pandemia. Più colpite la bassa, il canturino e il marianese, le aree dove i nuovi letti potrebbero essere aperti, la città capoluogo invece tiene. La domanda però c’è ed è ovunque crescente, come del resto i costi che continuano ad aumentare negli ultimi anni. Secondo le stime dell’osservatorio della Cisl in media al mese un posto in una Rsa in provincia di Como costa circa 2.500 euro, al netto dei contributi del sistema sanitario.

E’ sempre l’osservatorio della Cisl a far notare di contro che il 53% delle pensioni è inferiore a mille euro. «E’ un dato nazionale, nel comasco la pensione media è pari a circa 1.120 euro - spiega Paola Gilardoni per la segreteria territoriale della Cisl dei Laghi -, è chiaro che c’è una sproporzione tra le rette e il mensile percepito. Solo una piccola minoranza degli anziani può permettersi sistemazioni costose. Oggi alla spesa per la cura degli anziani concorrono le famiglie, figli e nipoti, c’è chi si indebita. Quel che più preoccupa è che domani il tenore delle pensioni andrà peggiorando, soprattutto a svantaggio delle donne. Infatti la continuità lavorativa delle professioniste è minata dal carico che queste cittadine hanno a proposito di cura degli anziani e di cura dei figli. Arrivati alla terza età le famiglie devono intaccare i risparmi di una vita per accedere a forme di assistenza».

Nella sola città la retta massima in una Rsa costa quasi 3.900 euro al mese, la minima 2.250.

«Il tema della fragilità sanitaria ed economica degli anziani meriterebbe di essere inserito nelle agende della politica - dice ancora Gilardoni -, le famiglie, con meno figli e meno parenti, sono destinate a incontrare maggiori difficoltà. Servono nuovi modelli, case condivise, più supporto a domicilio, investimenti in pensioni parallele».

Il ricovero in una Rsa quasi sempre nasce da una esigenza di cura, non è un soggiorno, è un bisogno obbligato per le famiglie. «I cui costi ricadono proprio sui parenti, sui figli - commenta Marinella Magnoni, segretaria dei pensionati Spi Cgil Como -, quando invece la cura degli anziani è un diritto alla salute che andrebbe garantito gratuitamente. A proposito di Rsa anche noi come sindacato stiamo promuovendo alcuni ricorsi. Pazienti Alzheimer, gravi, senza alternative, non è giusto che paghino l’intera e costosa retta. Anche se non sono in una corsia d’ospedale hanno comunque bisogno di una struttura che li assista, possibilmente in maniera dignitosa. Senza domandare ai familiari 2.500, anche 3mila euro al mese. Su questo tema come pensionati chiediamo alla politica la massima attenzione».

«Pochissimi comaschi possono permettersi una Rsa - dice per i pensionati della Uil Del Lario Antonio Del Verme - a meno che i familiari spendano di tasca propria, acuendo le difficoltà di chi ancora lavora e magari ha figli a carico. Dopo anni di tagli il sistema del welfare è in crisi, la nuova legge per la non autosufficienza non ha coperture economiche sufficienti».

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