Rsa, spuntano 57 posti letto in più. Ma in coda ci sono 8.200 domande

Salute A sorpresa Ats Insubria mette a bando nuovi posti a retta calmierata per oltre un milione. Resta il nodo dei costi, con una media - per chi occupa letti in “solvenza” - di 2500 euro al mese

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Rsa, i posti letto non bastano, la lista d’attesa a Como e provincia ha sfondato le 8.200 domande in coda, dopo anni l’Ats Insubria mette a bando 57 nuovi posti a contratto per più di un milione di euro.

L’invecchiamento della popolazione è un argomento sempre più pressante, i servizi per la cura degli anziani faticano ad essere garantiti a tutti, dall’ospedale al domicilio, c’è anche un tema di sostenibilità economica. E però vero che le 57 Rsa accreditate nel Comasco sono oberate di richieste, per il 98,2% i posti sono saturi. Le domande in lista d’attesa sono oltre 8.200, circa due terzi sono richieste doppie o triple, ma la stessa cifra l’anno scorso non raggiungeva le 6.500 unità, prima del Covid la lista arrivava a 4.500 domande. In provincia di Como ci sono 5.293 letti nelle Rsa. Buona parte sono solventi, mentre 3.984 sono a contratto, ovvero sono pagati per circa il 40% dalla Regione, il resto dei costi ricade sulle famiglie, in media quasi 2.500 di retta al mese. Nel nostro territorio, tolti pochi paesi dell’alto lago, vivono 76.211 over 75, ci sono quindi 579,8 posti letto a contratto ogni 10mila anziani. Un rapporto considerato insufficiente soprattutto nella bassa, ma anche nel canturino e nel marianese, mentre il lago ha più disponibilità rispetto ai pochi residenti. Dalle analisi dell’Ats emerge una distribuzione degli ospiti fortemente territoriale, gli anziani preferiscono restare il più possibile vicino a casa, è così per l’80% dell’utenza. Mentre invece è cresciuta negli anni la quota di ospiti in gravi condizioni di salute, il 60% degli anziani nelle nostre Rsa è considerato molto fragile.

Questo è il quadro, nei prossimi anni l’andamento demografico promette di acuire il problema. La Regione tenta di rafforzare le cure domiciliari, ma non sempre è possibile gestire a casa i profili più compromessi. Quindi l’Ats Insubria, dopo anni di mancate nuove contrattualizzazioni, mette a bando 57 letti nelle nostre Rsa. La quota già finanziata è pari a 49 euro al giorno per utente, più di un milione di euro all’anno. Alla chiamata, ad ora è una manifestazione d’interesse, possono rispondere a stretto giro entro metà mese le residenze di Como e Varese che abbiano già dei letti in uso, ma in solvenza, quindi del tutto a pagamento. Occorre dire che sono ormai una minoranza le famiglie che possono permettersi rette mensili troppo onerose, anche oltre i 3mila euro. «È una notizia importante – commenta Mario Sesana, presidente provincia di Uneba, ente che rappresenta il maggior numero di Rsa non profit in Lombardia – perché è tanto che non venivano riconosciuti posti a contratto, mentre di recente aumentavano i letti in solvenza. E perché 57 nuove disponibilità è un numero considerevole, pari ad una intera media struttura. È la dimostrazione che la cura degli anziani ha sempre più bisogno di servizi e investimenti». La procedura dovrebbe durare in tutto tre mesi, attorno a febbraio potrebbe già arrivare una decisione con la relativa assegnazione dei posti letto.

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