Ruba al negozio di abbigliamento. Poi le botte: in carcere per rapina
Cantù L’episodio al “Fashion Home”: stacca l’antitaccheggio, ma è scoperto. Arrestato dopo la reazione violenta uno straniero di 32 anni. Va a processo
Lettura 1 min.Cantù
E’ entrato nel negozio “Fashion Home” di viale Lombardia a Mirabello di Cantù, ha puntato alcuni vestiti e capi di abbigliamento che erano esposti, ha anche iniziato a rimuovere l’antitaccheggio dai diversi indumenti con un modo di agire che tuttavia non è passato inosservato. Così, quando ha cercato di uscire dal negozio è stato avvicinato da due uomini del personale dell’attività commerciale, che l’hanno bloccato.
La reazione del ladro è stata però violenta, con i dipendenti aggrediti nel tentativo di riuscire a dileguarsi senza essere fermato. Una colluttazione che ha inevitabilmente portato l’accusa che è poi stata formulate dalla Procura di Como, passata da quella di tentato furto a quella più grave di tentata rapina impropria.
I termini a difesa
In aula ieri mattina, processato con il rito direttissimo, è così finito Yassine Daoudy, senza fissa dimora marocchino di 32 anni, che ha chiesto di poter discutere la propria posizione in una successiva udienza – ottenendo per questo i termini a difesa – finendo però in carcere, come disposto dal giudice Edoardo De Giovanni. Troppo alto il rischio di reiterazione del reato per un uomo che non ha nemmeno una residenza fissa e ben identificabile.
Prognosi di 5 giorni
Il fatto di cronaca, che ha visto impegnati sul campo i carabinieri della stazione di Cantù, risale al pomeriggio della giornata di mercoledì. La merce è stata poi recuperata ed è risultata avere un valore di circa 160 euro. Uno dei due dipendenti colpiti si è poi fatto refertare dal pronto soccorso, rimediando alla dimissione una prognosi di cinque giorni.
L’ammissione
L’arrestato, nel corso del processo che si è tenuto ieri mattina, ha detto al giudice di essere un muratore, altro elemento che tuttavia non è stato possibile riscontrare, ammettendo però tutti gli addebiti che erano stati mossi dal pubblico ministero Davide Li Volti in merito al furto e alla sua successiva reazione una volta scoperto.
L’udienza per definire la posizione dell’arrestato, ed eventualmente scegliere riti alternativi, è stata poi rinviata a novembre. Almeno fino a quella data il trentaduenne marocchino rimarrà nel carcere del Bassone.
Come detto in precedenza, l’uomo era entrato nel negozio di Cantù per rubare, per questo aveva già rimosso i dispositivi di antitaccheggio, ma la rapina si è configurata in seguito quando una volta scoperto e fermato, ha reagito violentemente aggredendo i dipendenti nell’inutile tentativo di guadagnare la fuga.
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