Cronaca / Como città
Martedì 27 Gennaio 2026
San Gottardo, i lavori sono finiti: a breve l’apertura
Il restauro Il nuovo hotel di lusso in via Fontana a marchio Radisson darà lavoro a 120 persone. Avrà 70 camere, tre ristoranti, palestra e spa
Como
Nell’anno del centenario dall’apertura, nel 1926, del piccolo albergo di dieci stanze, è finito il restauro del San Gottardo affacciato tra via Fontana e via Cairoli. La rimozione di tutti i ponteggi ha svelato il recupero della facciata originaria (c’è anche la scritta “San Gottardo”) e dalle vetrate a livello strada si ha un assaggio dell’interno della grande hall. L’hotel cinque stelle lusso, a marchio Radisson, ha 70 camere, gym e spa. Tre i ristoranti: un bistrò a piano terra, il “Caffé lariano”, il gourmet all’ultimo piano “Radiante” e la terrazza “Lumi” vista lago per gli aperitivi.
Il nuovo hotel di lusso darà lavoro a 120 persone e ormai per l’apertura manca poco, deve solo essere definita la data dell’inaugurazione. Lo stato di avanzamento dell’intervento lo si vede bene anche semplicemente passeggiando accanto all’edificio: si può ammirare la parte alta con le finiture storiche e i dettagli riportati alla luce su ogni finestra e, inoltre, a livello strada, si ha un assaggio delle finiture interne dei locali comuni.
«È stata una bella avventura – spiega l’architetto Elisabetta Cavalleri che si è occupata della ristrutturazione totale – e sono molto soddisfatta per quanto fatto dal team di progettisti e dalle imprese coinvolte, che hanno lavorato molto bene. Una cosa particolare e molto positiva è che la proprietà (Pessina Immobiliare della famiglia Butti, ndr.) ha scelto di far lavorare le eccellenze del territorio comasco, scegliendo quindi aziende locali di alta qualità».
Rigenerazione urbana
L’architetto sottolinea come si sia trattato di «una vera rigenerazione urbana poiché da piazza Cavour, via Fontana e piazza Volta la percezione ora è completamente diversa e dà lustro allo spazio pubblico nel cuore della città». Fino a prima dell’intervento di recupero complessivo l’immobile di grosse metrature era di fatto in stato di abbandono da poco meno di quarant’anni, dalla chiusura avvenuta nel 1986. A cambiare, per decenni, è stato solo il deterioramento delle facciate e la successiva posa di ponteggi e impalcature, almeno fino a quest’ultimo intervento che si è poi rivelato risolutivo e definitivo per riportare (casualità vuole proprio nell’anno del centenario) a risorgere un pezzetto di città degradato pur essendo in posizione prestigiosa e a due passi dal lago.
«Il recupero – aggiunge Cavalleri – è stato filologico all’esterno poiché parliamo di un edificio che ha fatto la storia della città di Como mentre all’interno l’obiettivo è stato quello di offrire uno standard qualitativo all’altezza dello standard richiesto dagli alberghi 5 stelle lusso per l’ospitalità moderna».
Il colore
Grande attenzione era stata data, ad esempio, al colore delle facciate che inizialmente era stato previsto giallo così come si vedeva sui rendering allegati alla prima fase progettuale. Già dalla rimozione delle prime impalcature la scoperta-sorpresa: niente giallo, ma il grigio come colore base dell’edificio. Durante l’indagine stratigrafica eseguita in corso d’opera e durante le primissime fasi del restauro era infatti emerso in alcuni punti il giallo come tinta delle facciate (previsto come detto nel progetto) ma, dopo il montaggio dei ponteggi e con un’analisi più approfondita, si era scoperto che il colore originale in realtà era il grigio caldo, ricreato in modo perfetto tramite la tecnica di velatura con l’accordo della Soprintendenza che aveva vagliato tutti i campioni.
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