Sant’Agostino: addio al pontile tra le polemiche
Attracco Un rimorchiatore lo ha portato a Tavernola. Attivo il nuovo molo davanti a Villa Margherita, ma anche su questa questione arriva il ricorso al Tar
Lettura 2 min.Dalle 7.51 di ieri il pontile di Sant’Agostino, dove sono saliti e scesi dalle barche nel corso degli anni migliaia e migliaia di comaschi e, soprattutto, di turisti, non esiste più. Un rimorchiatore della ditta Ghimas lo ha infatti sganciato e trainato fino al loro cantiere di Tavernola con il supporto dei mezzi nautici della Polizia di Stato, della Guardia di finanza e della Guardia Costiera. E sempre da ieri è stato reso operativo il nuovo pontile (su cui molti operatori hanno contestato, oltre alla distanza dal centro, le forti oscillazioni causate dal moto ondoso) di Villa Margherita, in fondo a viale Geno a cui possono accedere solo i natanti commerciali registrati al portale di Csu e con il pagamento di 10 euro per ogni attracco.
Per i prossimi giorni è stato stabilito che sarà gratuito e sempre ieri eccezionalmente è stato concesso l’utilizzo anche a coloro che ancora non avevano completato la pratica di registrazione.
Le operazioni
Tornando alle prime ore di ieri mattina, davanti a Sant’Agostino si sono radunati diversi operatori dei taxi boat che si sono visti smontare il pontile davanti agli occhi e non sono mancati momenti di rabbia e tensione che sono però sempre stati mantenuti sotto controllo dalla sezione nautica della Polizia di Stato e dalla Finanza, a cui si sono aggiunti poco dopo uomini della Guardia Costiera e poi ancora pattuglie della Polizia locale e dei Carabinieri. Presente anche il presidente di Csu, l’ingegner Maximiliano Galli.
Il pontile è stato svitato dai suoi agganci e poi attaccato al rimorchiatore che, come detto, poco prima delle otto ha lasciato il molo. Alle 8.07 il vecchio pontile è transitato, quasi in solitaria, proprio davanti alla punta di Villa Geno, di fianco a quello che è già diventato il suo sostituto. Poco dopo a Villa Geno sono arrivati anche diversi operatori direttamente da Sant’Agostino per capire il funzionamento del nuovo sistema e per manifestare il loro disappunto sulle nuove regole organizzative, logistica e pericolosità del nuovo attracco.
Al passaggio di un aliscafo un ragazzo che era sul pontile si è fatto letteralmente la doccia a causa delle onde. Anche lì si sono registrati momenti di tensione quando sono arrivati prima i dipendenti di Csu (che hanno cercato di fornire risposte) e, soprattutto, quando è arrivato il presidente Galli a cui sono stati sottoposti problemi e contestazioni ed è stata anche alzata la voce. A vigilare Questura, Polizia nautica e Guardia Costiera.
Alcuni turisti sono stati caricati su un motoscafo e, nel frattempo, continuavano proteste e lamentele. La situazione poi si è tranquillizzata anche quando è stata data la garanzia che avrebbero potuto attraccare tutti, anche coloro che non si erano registrati al portale. A ieri mattina, come ha riferito Galli, erano una trentina gli operatori iscritti, ma con l’addio a Sant’Agostino il numero è destinato a salire in modo consistente perché a breve l’attracco a Villa Margherita sarà consentito solo agli autorizzati.
Nel frattempo sui suoi canali social il sindaco Alessandro Rapinese ha postato una foto di Sant’Agostino senza pontile e la frase: «Che bella la nostra Sant’Agostino senza il devastante caos che da troppi anni la snaturava».
Il ricorso al Tar
Intanto anche questa vicenda è destinata a fine sul tavolo dei giudici amministrativi. La Società consortile nautica Lago di Como (che rappresenta 27 aziende) ha infatti presentato ricorso al Tar contro la delibera di giunta del 31 luglio scorso relativa all’utilizzo del pontile e al disciplinare. Il giudice monocratico, a cui era stata chiesta una sospensione urgente, non ha accolto l’istanza, ma ha chiesto una relazione dettagliata al Comune e a Csu, ha disposto l’acquisizione del filmato del moto ondoso e fissato l’udienza cautelare il prossimo 21 settembre.
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