Carburanti, scatta il taglio delle accise. Benzina ancora sopra i due euro al litro

I distributori. Tra ritardi nelle comunicazioni, problemi di approvvigionamento e rincari . Maroni: «Gestori in difficoltà, incassiamo 40 euro ogni mille litri, così è impossibile lavorare»

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Periodo nero per i clienti e i gestori dei distributori di carburanti alle prese con rincari e problemi di approvvigionamento. Da ieri e fino a l 6 agosto è in vigore il taglio di 17 centesimi al litro delle accise sul gasolio con gli impianti che si sono andati uniformando nel corso della giornata e non appena hanno ricevuto le comunicazioni con i nuovi prezzi dalle compagnie mentre per la benzina nessuno sconto. Partendo proprio dalla benzina verde sui 15 impianti cittadini secondo l’Osservaprezzi del ministero delle Imprese la forbice ieri andava tra 1,95 e 2,039 euro al litro ma con diversi distributori assestati su 1,999 per evitare la soglia psicologica dei 2 euro. A livello provinciale, invece, si andava da 1,90 euro alla pompa bianca di Gera Lario fino a 2,081 in autostrada. E in Svizzera le cose non vanno meglio. Già dalla scorsa settimana anche a Pizzamiglio, dove di solito i distributori applicano i prezzi più bassi, sono stati superati i 2 euro al litro con costo medio (in franchi) al di là del confine pari a 1, 96 secondo i dati diffusi dal Touring Club Svizzera.

Spostandosi invece al diesel in città su 15 impianti si va da 1,98 euro al litro fino a 2, 24 mentre a livello provinciale su 117 distributori la forbice è compresa tra 1,969 euro al litro e i 2,29 in autostrada. Come detto da ieri il Governo ha deciso di tagliare 17 centesimi l’accisa sul gasolio scegliendo di concentrare le risorse sul diesel che è il carburante più usato nei settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della logistica con l’obiettivo di contenere le ricadute sui costi delle imprese e sui costi finali della merce. Attualmente le accise (che includono ancora quelle legate all’Abissinia del 1936) ammontano per la benzina (che le ha invariate) a 0,67290 al litro.

Daniela Maroni, presidente provinciale, vicario regionale e vicepresidente nazionale di Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti) Confcommercio spiega che «per quanto riguarda i problemi di approvvigionamento sono legati a depositi e consegne, non è il prodotto a mancare. Come Confcommercio a livello nazionale abbiamo fatto richiesta per poter sapere se ci possono essere soluzioni o quali sono le problematiche. Anche a Como tanti colleghi hanno denunciato il problema del mancato approvvigionamento. Poi si può anche verificare che, come accaduto con Eni che è stata la prima ad abbassare i prezzi, la gente si accorge e aumenta la richiesta». Maroni precisa poi che a far salire il prezzo a ridosso delle partenze delle ferie «sono fattori diversi, come la chiusura dello stretto di Hormuz che crea destabilizzazione nel settore». Sui rincari e sui costi non le manda a dire: «Ho il dente avvelenato perché il ministero probabilmente non sa il lavoro che facciamo. La Gazzetta ufficiale era uscita dicendo che lo sconto sarebbe partito dal 30 luglio e poi hanno fatto un decreto ponte per il 28 e il 29 lasciando spiazzati i gestori poiché i prezzi dalle compagnie in alcuni casi sono arrivati solo a mezzogiorno. Pensano a tutti i settori tranne che al nostro. Applicano sconti, ma noi abbiamo pagato a prezzo pieno e bisogna ricordarsi che l’incasso per i gestori è di 40 euro ogni mille litri di carburante». Nessuna previsione sui prezzi della benzina: «Ci vuole la sfera di cristallo».

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