Ieri sciopero Trenord, ma i pendolari non ci stanno: «Un disastro quotidiano»

Trasporti Appello dei pendolari: «La Regione imponga il rispetto del contratto in vigore da dicembre»

Altro sciopero, altri disagi con i treni, i pendolari chiedono alla Regione di imporre a Trenord il rispetto del nuovo contratto.

Viaggiare tra Chiasso e Milano in queste ultime settimane è stato davvero difficile per centinaia di lavoratori comaschi. Tra soppressioni, guasti e scioperi il servizio ferroviario ha vissuto diverse giornate di crisi. Ieri tra le 9 e le 17 una nuova agitazione ha causato altri disservizi, detto che già al mattino nelle fasce di garanzia le corse da Como Borghi e Como lago sono partite in ritardo. In serata, di ritorno da Milano, treni in composizione ridotta e viaggiatori stretti come sardine.

«Confidiamo nel rispetto degli standard – dice Ettore Maroni, portavoce dei pendolari di Como -, con cambi dell’orario, avvenuto di recente, si verificano sempre un po’ di disservizi, poi però si spera aggiustino il tiro. In generale non mi sembra che ci sia la giusta attenzione verso i viaggiatori, finita l’epoca Covid c’è grande bisogno di treni e convogli. Invece purtroppo la mattina e la sera spostarsi tra la Svizzera e Milano sta diventando complicato. Trenord deve farsi carico delle sue responsabilità, come pure Rfi per la rete e le infrastrutture non all’altezza». Non è però solo una questione di rete, ma anche di treni e imprevisti.

«Non è vero che i disagi vissuti dai pendolari sono sempre imputabili alle infrastrutture vetuste – commenta Franco Aggio, uno dei cinque rappresentanti dei comitati pendolari presenti sulle linee lombarde eletti e riconosciuti dalla Regione -. I dati pubblicati dalla stessa Trenord dicono che il 44% delle soppressioni avvenute nei primi sei mesi del 2023 sono responsabilità della stessa azienda ferroviaria». Poi, è vero, ci sono guasti alle linee e alle cabine, la rete va rinnovata insieme a Rfi. E non bastasse si sommano scioperi, eventi climatici, furti di cavi, aggressioni o passaggi a livello abbattuti dalle auto. «A Regione chiediamo di far rispettare a Trenord il nuovo contratto appena entrato in vigore da dicembre – spiega ancora Aggio –, con il rinnovo del servizio per i prossimi dieci anni. Le idee alternative sono ormai da accantonare, ma il nuovo contratto è comunque sfidante. Contiene migliorie e livelli qualitativi da garantire. Nei primi quindici giorni di questo mese il contratto è stato largamente disatteso. È un vero disastro quotidiano. Sono altrimenti previsti richiami, penali e meccanismi per pretendere quanto pattuito».

I pendolari chiedono anche maggiore ascolto. «Dopo la nostra nomina attendiamo la convocazione di un tavolo – dice Andrea Mazzucotelli, un altro dei cinque rappresentanti dei pendolari lombardi eletti –. La disponibilità è stata comunque confermata. In questi giorni scioperi e guasti a parte c’è l’impressione che su alcune linee manchi proprio materiale rotabile». Rispetto al passato i vari comitati riconoscono al nuovo assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente più apertura.

«La nostra linea è in preda a disservizi quotidiani da settembre – dice Giovanni Galimberti per il comitato Como Lecco –, dopo due mesi di chiusura per il rifacimento della stazione di Molteno. Ci mancavano gli scioperi».

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