Scontro Corridoni, il provveditore Chiappa attacca Rapinese: «Tocca al Comune trovare la scuola»

La polemica. L’Ufficio scolastico precisa le responsabilità sull’edilizia: cantieri mai partiti alla Foscolo e vertice per sistemare 11 classi prima dell’inizio delle lezioni

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Como

Il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Imerio Chiappa prende una durissima posizione nei confronti del Comune di Como e del sindaco Alessandro Rapinese sulla vicenda della chiusura della scuola primaria Corridoni di via Sinigaglia. «Con riferimento alle notizie relative alla sentenza del Tar, per come apparse sulla stampa locale, ed alla conseguente individuazione di una sede alternativa per gli alunni del plesso Corridoni, si ritiene opportuno precisare che la scelta e la messa a disposizione degli edifici destinati a ospitare le istituzioni scolastiche non rientrano nelle competenze di questo Ufficio scolastico territoriale».

E ancora: «Ai sensi della normativa vigente, giova ricordare, la competenza in materia di edilizia scolastica e di individuazione delle sedi delle scuole primarie è attribuita all’Ente locale proprietario degli immobili, che ne cura la disponibilità, l’idoneità e la sicurezza. L’Ufficio scolastico territoriale, così come l’amministrazione scolastica nel suo complesso, non può sostituirsi all’Ente locale nell’individuazione di edifici o sedi fisiche destinate allo svolgimento delle attività didattiche». In pratica il provveditore chiarisce quanto prevede la norma e cioé che la didattica è in capo a lui e alla scuola, mentre tutto quello che riguarda gli edifici, tocca al Comune. Comune che, va ricordato, ha messo già nero su bianco di non aver fatto alcun lavoro alla Foscolo.

Chiappa va poi diretto contro Rapinese, che aveva attaccato lui e la dirigente scolastica Grazia Miccolis in consiglio comunale e poi in un video. «Eventuali richieste e/o affermazioni, volte ad attribuire all’Ufficio tale funzione - le sue parole - risultano pertanto prive di fondamento rispetto al vigente riparto delle competenze». Nel merito poi degli spostamenti dice: «Con riferimento poi al necessario spostamento, in esecuzione della sentenza in parola, degli alunni del plesso Corridoni al plesso “Ugo Foscolo” di via Borgovico, è appena il caso di rammentare come i lavori di ampliamento - previsti e necessari - non abbiano in realtà mai avuto inizio, con ciò rendendo impossibile il trasferimento in tempi congrui per il regolare avvio dell’anno scolastico prossimo. Resta ferma la piena disponibilità di questo Ufficio Scolastico Territoriale a collaborare, nell’ambito delle proprie attribuzioni istituzionali, per favorire ogni soluzione che consenta il regolare avvio e svolgimento del servizio scolastico, una volta che l’Ente competente abbia individuato e reso disponibile una sede idonea, indicando in modo chiaro gli spazi destinati alla collocazione delle 11 classi interessate, per consentire le attività scolastiche previste».

Infine sempre ieri dalla dirigente scolastica dell’Istituto Como-Borgovico Miccolis è partita una pec indirizzata a Palazzo Cernezzi nella quale ricalca quello che sostiene il provveditore e fa presenti le esigenze dettagliate per i ragazzi della Corridoni in termini di aule e spazi.

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