Scontro sulla Ztl. Confcommercio contro il sindaco

Viabilità. Stretta sugli orari per le consegne in centro: «In pochi giorni magazzini e negozi in ginocchio»

Lettura 2 min.

Gli orari per le consegne alle attività (solo tra le 6 e le 11) contenuti nella nuova Ztl varata dalla giunta Rapinese, secondo Confcommercio, se applicata come previsto tenendo conto che i negozi aprono tra le 9.30 e le 10 e che l’arrivo dei corrieri non è programmabile, «nel giro di pochi giorni porterà al collasso i magazzini dei corrieri» e avrà «conseguenze enormi sulle attività dei negozi “normali”». E accusano il sindaco Alessandro Rapinese di non averli nemmeno consultati. Chiedono quindi all’amministrazione di fermarsi e rivedere il provvedimento in seguito ad analisi puntuali e a un dialogo con la categoria. «Avevamo chiesto di essere coinvolti e informati - attacca il presidente Giovanni Ciceri - ma non abbiamo avuto risposte. Quello che proponiamo non deve essere accolto per forza, ma almeno che ci sentano visto che siamo l’associazione più rappresentativa. C’è grande dispiacere per questo atteggiamento che non meritiamo. Con questo provvedimento non si fa danno alle grandi catene, ma alle piccole attività con pochi dipendenti. Quali sono i dati tecnici? Che confronto c’è stato e con chi? Avremmo potuto contribuire, ma non ci è stato permesso». Ciceri pone anche un problema pratico: «Ci sarà una grossa concentrazione di mezzi tra le 10 e le 11 e, avendo anche allargato le zone pedonali, si creerà ancora più congestione nelle vie dove è consentito il carico e scarico e la sosta temporanea».

Poi aggiunge: «Noi poniamo questioni concrete che richiedono una revisione di questi orari fissati in modo draconiano. Pensiamo ai distributori di bevande, come si può pensare di far aprire i ristorati alle 7 o alle 9?». Infine sui 3 euro di pagamento per l’ingresso giornaliero sottolinea come «ad esempio nel caso degli alberghi, dove già i turisti pagano la tassa di soggiorno, non si capisce per quale motivo si debbano tassare ancora e inoltre per attività che si devono approvvigionare ogni giorno è una tassa annuale di oltre mille euro».

Marco Cassina, presidente Federmoda, parla di «gigantesche conseguenze nel pensare di terminare le consegne entro le 11» spiegando che «le catene hanno un fornitore unico con consegne programmate, mentre il tipico negozio multimarca del centro storico, quello che il Comune dice a parole di voler tutelare anche con il Duc perché garantisce varietà, ha una moltitudine di fornitori con il 90% delle consegne fatte da corrieri inseriti nel “servizio postale”, che li svincolava dagli orari e non so se sia legittimo limitarli». Poi entra nel merito: «Andrebbe fatta un’analisi dettagliata sui numeri, ma secondo una mia stima parliamo di diverse centinaia di consegne al giorno che, con le nuove norme, vuol dire mandare il sistema al collasso perché, nel giro di pochi giorni, non riuscendo ad effettuare tutte le consegne e continuando ad arrivare pacchi, non avrebbero più spazio nei magazzini. Bisogna guardare la realtà mentre il provvedimento stravolge la sopravvivenza delle attività. Rispetto a quando il sindaco protestava con i lumini contro l’ampliamento della Ztl, questo suo provvedimento avrà un impatto infinitamente più pesante sui negozi. Non siamo i commercianti “piangina”, ma i corrieri tradizionali arrivano in città alle 10 perché prima devono caricare, è una cosa evidente. Il problema è oggettivo perché delle cinque ore a disposizione è come se quattro non esistessero».

E conclude: «Il sindaco ha approvato, collegandosi dalla vacanza, un provvedimento così impattante e l’unico assessore con esperienza di due generazioni nel commercio (Michele Cappelletti, ndr.) non c’era e questo è un peccato perché forse avrebbe potuto dare un contributo. Visto che all’amministrazione non interessa avere un parere preventivo nostro, almeno che lo chieda al suo interno avendo avendo in giunta un assessore esperto sul tema».

© RIPRODUZIONE RISERVATA