Scoperto un evasore fiscale ogni tre giorni. «Approfittatori sociali e criminali»
Affondo contro i delinquenti del fisco alla festa per i 252 anni della Guardia di finanza. Il comandante: «Fenomeni illegali sempre più sofisticati»
Lettura 1 min.Como
Passano gli anni, ma non il vizio di ancora troppi comaschi che scelgono di rubare soldi allo Stato. E così anche tra il 2025 e il 2026 la Guardia di finanza di Como ha scovato, nei suoi numerosi controlli, ben 109 evasori totali. Come dire: quasi ogni tre giorni viene scoperto e denunciato un comasco completamente sconosciuto al fisco.
Il dato è stato presentato in occasione delle celebrazioni per i 252 anni dalla fondazione della Guardia di finanza, nel corso di una cerimonia ufficiale che si è tenuta venerdì pomeriggio a Palazzo Terragni, sede del comando provinciale.
(Foto di Paolo Moretti)
«Nella convinzione che le persone oneste sono la stragrande maggioranza - ha detto il comandante, colonnello Agostino Brigante - vogliamo» combattere «gli approfittatori fiscali o contributivi, infiltrati della criminalità, anche organizzata, che dispongono di fondi illeciti grazie ai quali stanno sul mercato assumendo talvolta posizioni dominanti».
L’evasione non è solo un reato, ma anche un veleno per l’economia. E dopotutto «il contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali è un obiettivo identitario della Guardia di finanza che, grazie alla sua vocazione investigativa, ha svolto 54 indagini di polizia giudiziaria finalizzate a disarticolare le filiere criminali responsabili di frodi fiscali e connessi profili di riciclaggio», indagini che si sono tradotte in 167 denunce per reati tributari. Accertamenti che hanno anche portato a sequestri preventivi per 45 milioni di euro.
(Foto di Paolo Moretti)
La vicinanza con la Svizzera è, da sempre, anche l’occasione che i criminali sfruttano per nascondere i propri capitali oltre confine. E non a caso, sul fronte dell’evasione in ambito internazionale, sono state scoperte sofisticate manovre di pianificazione fiscale aggressiva con la scoperta di 39 casi di evasione, principalmente riconducibili a organizzazioni occulte, a manipolazioni dei prezzi di trasferimento, a residenze fiscali fittizie e all’illecita detenzione, appunto, di capitali oltreconfine. «Fenomeni illegali» favoriti «dalla differenza di regime fiscale tra Stati per trasferire quote di reddito in Paesi a fiscalità più bassa o privilegiata», che portano alla «reazione di entità, siano esse persone fisiche, giuridiche o profili social, del tutto fittizi e la cui identificazione e potenziale aggressione sotto il profilo legale è particolarmente problematica».
(Foto di Paolo Moretti)
Ma la movimentazione di denaro, da sempre, è anche un’occasione per monitorare la presenza di organizzazioni criminali, anche mafiose. E così sul fronte del riciclaggio e dell’autoriciclaggio, anche attraverso l’investigazione di flussi finanziari sospetti, sono state denunciate 17 persone, di cui due finite in carcere, con la ricostruzione di operazioni illecite per oltre 2,5 milioni di euro.
E sempre sul fronte del crimine organizzato e dei reati spia sulla presenza di possibili addentellati mafiosi, vanno segnalati anche diversi interventi per estorsione e usura con il sequestro di 1,8 milioni di euro, a cui si aggiungono le fittizie intestazioni di beni, che hanno portato a sequestro, confisca e amministrazione giudiziaria di beni per un valore di circa 2 milioni e mezzo.
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