Scuola, che stangata per i libri
In prima servono quasi 400 euro

Como: il conto più salato per Volta, Ciceri e Giovio: “pesano” i vocabolari di greco e latino. Fra gli istituti tecnici il più caro è la Magistri, seguito da Setificio, dal Caio Plinio e dal Pessina

Nonostante la pandemia e la situazione difficile per molte famiglie, il prezzo dei libri di testo continua a salire.

Così, come ogni anno, per le famiglie, specie per chi ha i figli che si apprestano a compiere il salto dalle medie alle superiori, è tempo di cominciare a saldare l’acquisto dei testi prenotati per l’inizio della scuola. Il conto è sempre salato: in media, i genitori di un “primino” a Como spendono 391 euro.

Sul sito delle singole scuole e dell’Associazione italiana editori sono pubblicate le liste di tutti i volumi adottati o consigliati dalle classi delle superiori lariane. Di solito, i genitori spendono di più in prima: essendo all’inizio del nuovo ciclo di studi, è necessario acquistare il maggior numero di testi.

Il classico al top

A fare la differenza sono, come sempre, i vocabolari di latino e greco: se comprati nuovi entrambi e non ereditati o presi usati, si arriva a investire circa 220 euro. Per questo, la scuola in cui in media si spende di più per i libri di testo è il liceo classico. Per chi l’anno prossimo frequenterà la prima al Volta di Como, i genitori dovranno mettere in preventivo più o meno 562 euro, una decina in più rispetto allo scorso anno. A pesare di più sul bilancio finale sono il Castiglioni e Mariotti (latino), 96,9 euro, e il Montanari (greco), 123,9 euro. Per italiano, invece, se consideriamo i volumi dedicati alla grammatica, alle antologie e agli esercizi, lo scontrino segna 79,95 euro.

Al secondo posto si posiziona il Ciceri: prendendo l’indirizzo linguistico, la cifra è 355,25, cui va aggiunto però il prezzo del dizionario di latino, arrivando quindi ipoteticamente a quota 452,15.

A seguire, c’è il Giovio: considerando una prima a indirizzo scientifico, si arriva a circa 353 euro, ma il totale non comprende il vocabolario di latino. Quindi, si può salire fino a 449,95. I volumi d’italiano, sommati insieme, sfiorano gli 80 euro.

Poco sotto quota 400 si piazza la Magistri: per chi s’iscrive al primo anno d’informatica, il conto segna 396,9 euro.

Quinto posto per il Setificio: all’indirizzo chimico le famiglie dei primini sborsano 345 euro. Sommando i testi d’inglese e italiano, s’investono rispettivamente 74,4 euro e 49,8 euro.

Prezzi in crescita

Si spende “poco” pure al Caio Plinio con 336, 35 euro (va tenuto conto che un libro d’inglese è consigliato, non è obbligatorio acquistarlo). Al Pessina la cifra è di 298,05 euro, mentre la Da Vinci Ripamonti è l’istituto più economico di Como: i genitori dei primini di Manutenzione e assistenza tecnica devono sborsare “solo” 288, 4 euro.

Nonostante non si sappia ancora con certezza come ricomincerà l’anno scolastico, i genitori hanno dovuto procedere all’acquisto dei libri. Qualsiasi scuola si consideri, il conto finale è sempre piuttosto salato: tablet, computer e smartphone non sono riusciti ad abbassare i prezzi. Facendo una media, infatti, ogni famiglia spende circa 391 euro per ogni figlio iscritto alla prima superiore: in linea, anche se leggermente più caro dello scorso anno (si tratta di cinque euro).

Molte scuole hanno un fondo di solidarietà, finanziato spesso dai contributi volontari dei genitori, per l’acquisto dei libri di testo per gli studenti in difficoltà economica.

Dal totale sono esclusi naturalmente cancelleria e strumenti vari. Di recente, soprattutto utilizzando Instagram, gli studenti mettono in vendita i propri libri: in particolare, si tratta di ragazzi che hanno appena affrontato la maturità.

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