Milano stoppa il trasloco della Corridoni. «Sicurezza non garantita in via Fiume»
Scuola Il Comune boccia la Foscolo e sceglie la Venini, il provveditorato regionale replica. «Contrari alla scelta, rilevanti criticità riscontrate in relazione alle condizioni dei locali»
Lettura 1 min.È iniziato il conto alla rovescia per professori e personale scolastico, che da martedì primo settembre inizieranno il loro nuovo anno scolastico preparando aule e materiali per accogliere, dal 14 settembre anche i ragazzi.
E alla scuola Corridoni di via Sinigaglia, che avrà proprio nel primo settembre una data cruciale poiché è atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla sospensiva chiesta dai genitori che hanno impugnato la decisione del Tar di luglio, ancora non sanno cosa dovranno fare. O meglio dal Comune confermano la chiusura del plesso per demolirlo e trasformarlo in autosilo, ma contemporaneamente in una nota mandata il 20 agosto scorso, di fatto stralciano la Foscolo come sede alternativa, come era previsto nella delibera della giunta e come lo stesso sindaco Alessandro Rapinese (con a fianco il vice e assessore alle Politiche educative Nicoletta Roperto) aveva evidenziato in uno dei video in cui attaccava la scuola e suoi rappresentanti («In via Borgovico ci sono degli spazi e altri ci sono nelle ulteriori scuole indicate»).
I 200 alunni iscritti alla Corridoni, secondo la comunicazione del Comune, dovranno ora andare prioritariamente, in 12 aule di via Fiume (che, fra l’altro, fa parte di un altro istituto comprensivo e, da quanto risulta non era stata desti), alla Perti di via Sauro (la scuola che il Comune avrebbe voluto chiudere e poi salvata dal Tar, dove sono state ricavate 3 aule) e la Filzi di via Friuli a Tavernola (2 aule).
La comunicazione
Ieri si è mosso nuovamente il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Luciana Volta (che era già intervenuta a luglio in modo molto duro assieme al provveditore provinciale Imerio Chiappa contro l’amministrazione comunale). Nei giorni scorsi il Comitato genitori aveva inviato una lettera direttamente al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Volta ha inviato ieri una comunicazione al sindaco Alessandro Rapinese e ai dirigenti scolastici nella quale parla di «rilevanti criticità riscontrate in relazione alle condizioni dei locali (di via Fiume, ndr) e, in particolare, ai profili attinenti alla sicurezza e all’idoneità degli spazi ad accogliere la popolazione scolastica».
In modo puntuale vengono indicati problemi di aule, orari e organizzativi e come risolverli. La lettera prosegue dicendo: «Non si può, pertanto, non manifestare la propria contrarietà rispetto all’utilizzo della sede individuata nelle condizioni attualmente riscontrate, ritenendo necessario che, prima dell’effettivo trasferimento delle classi, sia acquisita ogni necessaria evidenza - tecnica e documentale - attestante l’idoneità dei locali alla destinazione scolastica e la piena sussistenza delle condizioni di sicurezza richieste dalla normativa vigente».
Da Milano aggiungono: «Nelle more delle citate verifiche, e in assenza di adeguate garanzie documentali e tecniche circa la piena sicurezza e idoneità dei locali, si ritiene di non poter considerare superate le criticità sopra evidenziate e si invita pertanto l’amministrazione comunale a rivalutare l’effettiva praticabilità del trasferimento nella sede individuata». In sintesi: se non si risolvono i problemi in via Fiume non deve esserci alcun trasferimento da via Sinigaglia. E ovviamente la presa di posizione di Milano andrà dritta sul tavolo della discussione di martedì al Consiglio di Stato.
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