Scuola dell’infanzia di Salita Cappuccini, il Pd: «La riapriremo»
Il Partito democratico con una nota: «Una volta al governo della città non seguiremo la politica scellerata di questa giunta. L’inverno democratico finirà e arriverà la primavera del 2027»
Lettura 1 min.«Il Tar ha confermato la decisione politica sbagliata di accorpare la scuola dell’infanzia di via Salita Cappuccini con la primaria Vacchi di via Montelungo. Scelta che noi non seguiremo una volta al governo della città». Lo afferma Francesco Finizio, referente per le scuole del Partito democratico locale.
«Anche questa è una scelta tecnicamente insensata e dettata dall’approssimazione, conseguenza del mancato confronto con il mondo della scuola. Nella scuola di Salita Cappuccini - prosegue Finizio - gli spazi sono perfettamente a misura di bambino essendo stata pensata, progettata e realizzata proprio per quella fascia d’età. Ci sono bagni in classe, un salone luminoso che si presta a varie attività, un ampio giardino e altri spazi multiuso. Inoltre la scuola non risulta sotto utilizzata ed è così da anni. Come per la Corridoni, anche qui i numeri non giustificano minimamente la scelta. Nell’anno 2024/25 ci sono stati 63 bambini su 75 posti, nell’anno 2025/26 ci sono stati 62 bambini, per il prossimo anno sarebbero iscritti 65 bambini. A questi si dovrebbero aggiungere i 114 iscritti della primaria di via Montelungo, per un totale di 179 alunni. Quindi, così com’è ora, senza importanti interventi (e siamo a metà luglio), il plesso di via Montelungo non sarebbe in grado di garantire la presenza di due scuole da settembre senza ledere la qualità del servizio offerto, le esigenze educative e didattiche, tra loro ben diverse, dei bambini dell’infanzia e della primaria, attribuendo il giusto valore alle aule speciali e ai laboratori secondo il fondamentale principio degli spazi come valenza educativa e didattica. Come è possibile che chi amministra la città stia ignorando queste informazioni? Si tocca con mano, ancora una volta, il disastro sociale causato dall“inverno democratico” della giunta Rapinese che porta a decisioni incomprensibili. Finirà l’inverno e arriverà la primavera anche a Como nel 2027».
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