Scuola di Ponte Chiasso e Nido Magnolia, il Pd: «La decisione politica resta disastrosa»

La segreteria cittadina del partito dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione all’amministrazione: «Esprimiamo il massimo rispetto per i pronunciamenti della magistratura amministrativa, tuttavia, la conferma che la discrezionalità amministrativa sia ritenuta legittima non sposta di un millimetro il giudizio politico: è una decisione politica profondamente sbagliata e un autentico disastro sociale per la nostra città»

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«Prendiamo atto delle sentenze del Tar relative alla chiusura della scuola primaria di Ponte Chiasso e dell’asilo nido Magnolia - si legge in una nota del Pd cittadino firmata dal segretario Daniele Valsecchi e dal referente per le scuole Francesco Finizio -. Esprimiamo il massimo rispetto per i pronunciamenti della magistratura amministrativa, tuttavia, la conferma che la discrezionalità amministrativa sia ritenuta legittima non sposta di un millimetro il giudizio politico: è una decisione politica profondamente sbagliata e un autentico disastro sociale per la nostra città. A Ponte Chiasso assistiamo alla perdita di un presidio sociale fondamentale. La scuola non è solo un insieme di mura, ma il cuore pulsante di un quartiere di frontiera che necessita di investimenti e coesione, non di abbandono istituzionale. La scuola De Calboli è uno dei pochi presidi di un quartiere strategico e allo stesso tempo fragile. Rappresenta un progetto vivo di presenza attiva, con servizi offerti al territorio – si pensi ad esempio alla biblioteca, riqualificata grazie ai fondi Pnrr - e un’idea concreta di inclusione e condivisione. Un istituto da valorizzare e rilanciare, dove investire, non certo da chiudere ed abbandonare».

«Per quanto riguarda il nido Magnolia - prosegue la nota -, la sua chiusura crea un vuoto inaccettabile. L’assenza di un servizio per la prima infanzia nell’intera area che va dalla zona lago fino a via Italia Libera rappresenta un grave problema per le famiglie comasche. Questa Amministrazione sta portando avanti una sistematica distruzione dei nidi d’infanzia pubblici. Al contrario, i servizi 0-3 anni dovrebbero essere diffusi capillarmente in ogni quartiere perché rappresentano uno degli strumenti fondamentali per contrastare attivamente il fenomeno della denatalità, offrendo supporti concreti a chi decide di avere figli. Il sindaco Rapinese sceglie invece di subire passivamente il calo demografico, usandolo come scusa per tagliare i servizi. Le conseguenze pratiche di queste due chiusure sono inoltre pesantissime: la difficoltà di gestione quotidiana per i genitori lavoratori, il disagio per i bambini più piccoli, costretti a svegliarsi prima per raggiungere strutture lontane, l’aumento del traffico veicolare dovuto agli spostamenti forzati verso altri quartieri, lo smantellamento della rete sociale e di comunità in un’area centrale della città. Noi esprimiamo forte contrarietà rispetto alla politica dell’amministrazione attuale sul tema istruzione. Abbiamo fatto proposte concrete alternative, rimaste inascoltate. La città che immaginiamo e vogliamo costruire sa andare oltre i freddi numeri, governa le tendenze di lungo periodo».

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