Scuole, alla fine ne hanno chiusa una sola. Ieri un altro ricorso. E siamo già a sette

Il caso Ennesimo contenzioso in vista, questa volta per l’asilo di Salita Cappuccini. Il bilancio per il Comune è negativo: finora l’unica sede chiusa è quella di Ponte Chiasso

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Ennesimo contenzioso sulle scuole cittadine che vede contrapposti i genitori e il Comune. Le famiglie della scuola dell’infanzia “Como Sole” di via Salita Cappuccini che, in base al piano dello scorso anno della giunta Rapinese avrebbe dovuto essere accorpata alla primaria “Vacchi” di via Montelungo al momento fermato dallo stesso Palazzo Cernezzi in quanto non sono stati effettuati i lavori nell’edificio di destinazione dei bimbi, hanno infatti deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar, lo scorso luglio, ha dato ragione al Comune. Limitandosi ai piani di ridimensionamento voluti dal sindaco Alessandro Rapinese nel 2024 (per l’anno scolastico 25-26) e quello del 2025 (per il 26-27) limitatamente alle scuole (escludendo i nidi) ci sono stati cinque ricorsi al Tar e due al Consiglio Stato. I primi erano stati quelli per l’asilo Carluccio di via Volta (la cui chiusura è stata nuovamente inserita nel piano 2026 appena approvato dal consiglio comunale) e per la primaria di via Perti, che avevano visto la vittoria dei genitori in quanto il Tar aveva contestato la procedura seguita da Palazzo Cernezzi stabilendo che la competenza per le chiusure fosse del consiglio e non della giunta. A questi si sono poi aggiunti l’anno scorso i ricorsi al Tar (tutti vinti in primo grado dal Comune) per la De Calboli di Ponte Chiasso (ora chiusa) e ancora per la Corridoni e per Como Sole. Per la Corridoni (che nel nuovo piano il Comune ha deciso non più di ricollocare, ma di sopprimere) il Consiglio di Stato ha concesso la sospensiva mentre per Salita Cappuccini il ricorso ai giudici di secondo grado è stato depositato e notificato al Comune solo nei giorni scorsi. E non se ne possono escludere altri sul piano per il 27-28 approvato lunedì sera a Palazzo Cernezzi (oltre alla Corridoni e all’asilo Carluccio c’è la riduzione da otto a cinque degli Istituti comprensivi) essendoci 90 giorni di tempo.

Andando ad analizzare cosa era stato previsto emerge che finora l’unica scuola che il Comune è riuscito a chiudere è quella di Ponte Chiasso mentre tutte le altre sono aperte perché non sono stati ultimati i lavori delle sedi alternative. La Corridoni è, ovviamente, un caso a parte.

Nel piano varato nel 2024 e che avrebbe dovuto entrare in vigore nell’anno scolastico 2025-26 era previsto il trasferimento della scuola dell’infanzia di piazzale Giotto di Breccia alla primaria della vicina via Isonzo e, nonostante tutti i pareri favorevoli degli istituti, è tutto fermo poiché via Isonzo non è pronta.

Stessa situazione per l’infanzia di via Varesina che doveva essere trasferita nell’ex nido Nuvoletta di Camerlata: anche qui pareri favorevoli della scuola, ma niente trasloco perché i locali non sono pronti. Ancora aperti, come detto, la Carluccio e via Perti. Del piano non è stato quindi nel concreto attuato nulla. Passando a quello approvato nel settembre 2025 e che avrebbe dovuto essere operativo da settembre, compaiono la Corridoni di cui si è detto, la chiusura della De Calboli effettivamente avvenuta così come la formalizzazione del trasferimento dell’asilo Sant’Elia alla Gobbi, ma solo un atto tecnico poiché l’edificio di via Alciato era già chiuso da anni. L’accorpamento a Como Sole, al di là del contenzioso, è fermo perché non sono stati fatti i lavori. Niente trasferimento nemmeno del Centro provinciale istruzione da via Lucini a via Magenta che avrebbe consentito lo spostamento della succursale della scuola secondaria di primo grado in via Lucini creando così “la grande Parini”.

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