Scuole sicure, Rapinese: «Ipocrisia sui bambini»

Il progetto. La giunta ha approvato il piano da 16 milioni per la sicurezza. Sindaco: «Nessuno ha mosso un dito perché la scuola non porta voti»

Lettura 1 min.

«Compreremmo mai a nostro figlio un cellulare che nelle recensioni risulta esploso? Gli daremmo mai del cibo scaduto o lo porteremmo su una macchina senza freni? No. E allora perché dovremmo mandarlo in una scuola non a norma?».

Sono queste le parole del sindaco Alessandro Rapinese che, durante il Consiglio comunale di ieri sera, ha risposto colpo su colpo, ripercorrendo la contestata riorganizzazione delle scuole: «Mi sto confrontando con soggetti (riferendosi ai consiglieri comunali, ndr) che in tutte le 47 scuole presenti sul territorio non ne hanno lasciata una sola a norma. Perfino Palazzo Cernezzi non era a norma. Il centrodestra ha governato per trent’anni: non dico due scuole a norma per quartiere, ma almeno una?. E oggi queste stesse persone vengono a fare le manifestazioni con i bambini per dire “siamo al vostro fianco”».

Entrando nel merito dell’approvazione del piano di riorganizzazione, Rapinese ha motivato la scelta di ridurre i plessi per concentrare gli sforzi sulla sicurezza: «Meno scuole, ma prendi quelle che servono. Il primo sindaco che si occupa di metterne a norma e metterà a posto quattro nidi e tre scuole grosse, attivando l’antincendio, si trova con delle proteste. Ma io preferisco tre strutture sicure a sette degradate. Oltre a tenere chiusa la Corridoni stanziamo 423mila euro sull’asilo nido di via Passeri, 400mila su via Palestro. L’infanzia di via Amoretti 32mila, l’infanzia di via Brambilla, 58mila; l’infanzia di via Breccia, 12mila; l’infanzia in via Don Monza, 7mila. L’infanzia di via Mirabello, 21mila. Più diversi altri interventi, morale: stanziamo 16 milioni, ai quali manca ancora un milione e mezzo per la via Zezio, che metteremo a posto a sua volta. Se volete vedere cosa ha fatto questa amministrazione, andate a Lora, in via Borgovico, in via Giussani o alla palestra di via Cuzzi: soldi stanziati, opere fatte, certificati in arrivo». Il completamento del piano d’adeguamento segna la svolta decisiva per la sicurezza degli studenti comaschi grazie al budget imponente da 17,5 milioni di euro complessivi allocati per la messa a norma generale, i certificati antincendio, le perizie e i cantieri nei quartieri.

«Chi c’era prima non ha mosso un dito perché la scuola non porta voti o serve solo per cavalcare il dissenso. Noi invece abbiamo scelto i fatti: meno plessi aperti, ma finalmente tutti sicuri, ristrutturati e certificati», ha concluso il sindaco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA