Cronaca / Como città
Giovedì 19 Febbraio 2026
Scuole, tre mesi senza provveditore. Ma il successore è in arrivo
Scuola Scaduto il bando dell’interpello, nei prossimi giorni la nomina. Per il momento Como continuerà ad appoggiarsi all’ufficio regionale
Como
Dopo quasi tre mesi da quando l’ex provveditore Giuseppe Bonelli ha lasciato Como, finalmente per la nostra provincia sembra arrivato il momento di conoscere chi sarà il nuovo (o la nuova) dirigente che prenderà servizio.
Per il momento dall’ufficio scolastico territoriale non filtrano nomi, ciò che è certo è che poco più di una settimana fa è scaduto il bando dell’interpello e pare che ci fossero dei candidati, quindi Como non dovrebbe rimanere scoperta.
Già dalla prossima settimana, se tutto va come deve, si potrebbe conoscere il nome del nuovo dirigente che arriverà in città, anche se le tempistiche dipendono da tanti fattori, inclusi eventuali imprevisti nella nomina per l’Ufficio V – ambito territoriale di Como.
La situazione
Al momento la nostra provincia continua a fare riferimento al delegato dell’ufficio scolastico regionale, ma avere una persona che si dedica interamente al territorio è sicuramente un vantaggio, anche alla luce della delicata situazione che sta vivendo il territorio, per via della crisi demografica. Da capire anche se Como rimarrà ufficio autonomo o se verrà accorpato con altre realtà, ipotesi tutt’altro che da escludere.
L’ex provveditore Bonelli è da novembre alla guida della sede bresciana dell’Università Cattolica: a Como aveva preso servizio dal gennaio del 2024.
Fin dal suo arrivo, le priorità indicate erano state il contenimento della dispersione scolastica, il miglioramento dell’orientamento, la riduzione della precarizzazione del personale e, soprattutto, saper ascoltare i bisogni profondi dei ragazzi, colpiti sempre più spesso dal disagio giovanile. Tra le questioni più delicate da gestire, per chi verrà, c’è sicuramente l’argomento ridimensionamenti, che in futuro potrebbe riguardare non solo Como, ma anche altre scuole della provincia. Lo stesso Bonelli aveva sottolineato che «la copertura demografica del territorio, soprattutto verso l’alto Lario, è sempre stata poca, a maggior ragione adesso diventa drammatica e si porrà nei prossimi anni l’esigenza di razionalizzare le sedi di erogazione del servizio».
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