(Foto di Foto Ufficio stampa Diocesi di Como)
Diocesi Mattinata di festa per la comunità comasca. Tre novelli appartengono al clero diocesano e tre ai Chierici Regolari Somaschi. Domani celebreranno la loro prima Messa
Lettura 3 min.Como
Questa mattina, nella Cattedrale di Como, hanno ricevuto l’ordinazione presbiterale, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, sei novelli. Tre appartengono al clero diocesano e tre ai Chierici Regolari Somaschi.
-don Giovanni Ballerini, 32 anni, originario della parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano di Olgiate Comasco;
-don Daniel Giulio Bruno Degli Esposti, 25 anni, della Comunità pastorale dei Santi Vito, Modesto e Siro di Lomazzo (Co);
-don Carlo Tettamanti, 26 anni, della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano di Civello, nel comune di Villa Guardia (Co).
-padre Iosif Butacu, originario della Romania;
-padre Cosmas Chimezie Iriaka, originario della Nigeria;
-padre Emmanuel Okechukwu Eze, anch’egli originario della Nigeria.
Le prime Messe dei novelli sacerdoti diocesani saranno celebrate domenica 14 giugno alle 10.30 nelle rispettive comunità di origine: don Giovanni Ballerini a Olgiate Comasco, nella chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano; don Daniel Degli Esposti a Lomazzo, nella chiesa di San Vito; don Carlo Tettamanti a Civello, nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
I tre sacerdoti somaschi celebreranno insieme la prima Messa domenica 14 giugno, alle 10, al Santuario del Santissimo Crocifisso di Como.
Le letture appena proclamate ci aiutano a interpretare ciò che sta avvenendo fra noi, nel corso di questa celebrazione eucaristica. Non riguarda solo questi sei ordinandi presbiteri: tutti siamo coinvolti per comprendere a fondo quali doni il Signore ancora ci riserva, impegnati in prima persona a incarnare ciò che ascoltiamo e a riconoscere e sostenere, con la preghiera e la nostra affettuosa vicinanza, la missione particolare a cui il Signore destina questi nostri fratelli.
Essi si dedicheranno al servizio della nostra Chiesa comense, ma anche, con il carisma della vita religiosa, al bene di tutta la Chiesa, specialmente dei poveri e dei bisognosi, degli orfani e delle persone ferite, ovunque la Provvidenza li destini. A ciò siamo richiamati dalla presenza dei tre ordinandi padri Somaschi, che siamo lieti di accogliere, memori e grati del contributo dei religiosi Somaschi nelle multiformi opere di carità, che essi promuovono nella nostra Chiesa.
Nella prima lettura è stata proclamata la missione giubilare del profeta Isaia, chiamato ad essere ministro di grazia per i poveri, i prigionieri, i ciechi, gli oppressi. Gesù dà volto e carne proprio a questo programma, assume personalmente la missione giubilare del profeta, ma in un modo che nessun ebreo poteva aspettarsi, tanto che molti non hanno saputo riconoscerlo come il Messia atteso.
L’unto del Signore, invece di proteggersi in luoghi sacri e immuni dal mondo, deve immergersi quotidianamente in esso, anzi in quelle parti che il mondo tende ad escludere. Questo è il compito missionario a cui siamo richiamati noi tutti, investiti del comune sacerdozio battesimale, come pure questi nostri fratelli ordinandi che vivranno la ministerialità nel sacramento dell’Ordine.
Le vostre giovani vite, cari amici che state per essere ordinati presbiteri, siano innestate nella stessa missione giubilare di Gesù, che Egli ha trasmesso alla sua Chiesa.
Il gesto della imposizione delle mani imprima in voi la potenza del ministero messianico di Cristo Gesù, così che voi stessi, con tutto il popolo santo, possiate sperimentare la forza creatrice e vivificante dello Spirito santo.
Anche se la sua azione è invisibile, non si tratta di un passaggio passeggero o ininfluente, ma di una potenza di grazia permanente e corroborante. Siate certi che lo Spirito Santo agirà in voi, perché Egli è solito giungere là dove noi operiamo prima di noi: opera con noi e meglio di noi e prosegue la sua opera anche dopo di noi. Lo Spirito Santo suscita e sviluppa creazioni sempre nuove, anche in luoghi e in occasioni che noi crederemmo impermeabili alla sua azione.
La seconda lettura offre saggi consigli per vivere, come compagni di viaggio, l’avventura umana, ma con quella freschezza e serenità di cuore che caratterizza e distingue i discepoli di Cristo, comprese le nostre Comunità cristiane.
Vi invio perciò ad essere una presenza amica verso tutti, vicini a chi è scoraggiato, a chi vive particolari ferite dello spirito e a promuovere iniziative di bene, anche davanti a chi le rifiuta.
La magnanimità verso tutti si può tradurre anche nel restituire a ogni persona la convinzione di essere amata, al di là delle sue manchevolezze. Tutto con animo lieto, come ci ricordava il nostro amato vescovo, Alessandro Maggiolini: “Un santo triste è un triste santo”.
Non dimentichiamo, poi, che solo la gioia di preti felici, di famiglie, capaci di testimoniare la bellezza della fedeltà, di Comunità parrocchiali, che sanno tessere e coltivare relazioni gioiose e accoglienti, sono la vera calamita per nuove vocazioni!
Infine, il vangelo secondo Luca ci riporta all’ ora della istituzione della Eucaristia. Essa rimane il progetto di vita per ogni discepolo di Gesù, quindi per voi che sarete i presidenti delle assemblee eucaristiche. Come Gesù che dice: “Questo è il mio corpo che è dato per voi” “Questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue, che è versato per voi”, così anche voi, cari fratelli e figli, siate disposti a donarvi con totale dedizione a Cristo e ai fratelli, offrendo, a imitazione di Gesù, il vostro corpo, quindi la vostra libertà, nonostante fatiche e incomprensioni. Impegnate tutto voi stessi: compresa la volontà, l’intelligenza e il cuore, insegnando così, con la vostra vita, che essa raggiunge la sua pienezza solo quando è donata.
Concludo con un augurio che papa Leone ha espresso qualche giorno fa a Madrid. “I presbiteri trovino nel vescovo non solo una autorità riconosciuta, ma un padre che li accompagna, e negli altri sacerdoti, veri fratelli, con cui condividere le fatiche e le gioie di questa peregrinazione di incontri in cui tutti cerchiamo Cristo”.
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