Senna, il ricordo di “Vik” nelle parole della mamma

L’iniziativa Il Comune ha voluto dedicare una serata in memoria di Vittorio Arrigoni, giornalista ucciso a Gaza nel 2011 a 36 anni

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Senna

«Quel monito, il suo “Restiamo umani”, con cui chiudeva i post del suo blog, assolutamente è ancora valido». Così il sindaco di Senna Francesca Curtale, dopo la serata che il Comune ha voluto dedicare a Vittorio Arrigoni. “Vik”: attivista, giornalista e scrittore, ucciso a Gaza nel 2011 a 36 anni. “La pace ci riguarda”, il titolo del momento d’incontro, è stato organizzato in collaborazione con il Coordinamento Comasco per la Pace, nell’ambito del Giro d’Italia della Pace, arrivato anche in provincia di Como.

Al centro sociale di via Roma è stato ospitato un momento di dialogo intimo e profondo con Egidia Beretta, la mamma di “Vik”. «Una serata estremamente emozionante - riferisce il sindaco Curtale - ha seguito l’organizzazione Valentina Orsucci, assessore alla cultura. Il nostro appuntamento è rientrato a tutti gli effetti nella staffetta della luce della pace, presa in carico dai nostri scout da Villa Guardia, custodita e tenuta accesa fino alla marcia della pace da Navedano a Senna, passata poi a Figino, dove è arrivata in Consiglio comunale. La marcia ha avuto una buona partecipazione, al seguito degli scout c’erano altri cittadini, hanno marciato in tutto circa una settantina di persone».

La vicenda

Arrigoni fu rapito e ucciso il 14 aprile 2011 da un gruppo terrorista dichiaratosi afferente all’area jihādista salafita, che lo accusò di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”, minacciandone l’uccisione e chiedendo in cambio della sua liberazione la scarcerazione del loro capo, lo sceicco Abu al Walid al Maqdisi, e di alcuni militanti jihādisti detenuti nelle carceri palestinesi. Il cadavere di Arrigoni fu ritrovato il giorno successivo dalle milizie di Hamas nel corso di un blitz in un’abitazione di Gaza.

«La serata ha avuto come relatrice Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni - prosegue il sindaco - Ha ricordato la vocazione del figlio, la sua vita vissuta a sostegno della pace a Gaza, dei più piccoli. Una vita spesa in modo importante nella Striscia, dove è giunto attraverso azioni simboliche, con arrivi anche via nave. Vittorio ha perso la vita, per la causa. La mamma ha ripercorso la sua vicenda. Lei in anni ha girato tutta Italia per narrare la vita di suo figlio. Ha fatto piacere vedere alla nostra serata molti ragazzi. Abbiamo ripercorso la lettura di alcuni brani che hanno rievocato la vita di Vittorio a Gaza, abbiamo parlato anche delle difficoltà dei genitori nel lasciar soddisfare le aspirazioni dei figli. E siamo rimasti molto concentrati sul tema. Sul “Restiamo umani”».

Quanto all’attualità, più in generale, a livello nazionale: «Non vedo un moto di sensibilità su questi temi, purtroppo c’è molto disinteresse nei confronti di quello che avviene attorno a noi - dice il sindaco - Laddove i massacri e le guerre stanno continuando». Come in Medio Oriente, come a Gaza.

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