Cronaca / Como città
Martedì 10 Febbraio 2026
Senzatetto ovunque: accampati anche
nei pronto soccorso
L’emergenza Alcuni passano la notte al Sant’Anna, ma la situazione non migliora neppure in centro città. Un esempio? Il porticato della basilica del Crocifisso
Passano la notte in tre o quattro in sala d’attesa, qualcuno sdraiato, qualcuno con il sacco a pelo. C’è chi occupa il bagno per ore, chi si lava, chi si addormenta in corridoio e chi, anche di giorno, dorme sulle poltroncine. Presenze non così sporadiche al Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna, vanno e vengono. Di recente, raccontano i pazienti, in Pronto soccorso si nota un uomo in carrozzina che aspetta l’alba. Subito fuori, accasciato a terra, un senzatetto arriva con la borsa della spesa e lo zaino, pieno di lattine di birra. In tutto sono anche otto a nottata. Il cattivo odore si sente, è persistente, se ne lamentano i familiari che accompagnano i malati. Ogni tanto l’utenza si imbatte in qualche cattiva sorpresa. Ogni tanto alcune di queste presenze dà in escandescenza o mostra più di quello che dovrebbe in pubblico, è successo anche domenica. Certo in maggioranza questi soggetti sono a tutti gli effetti dei pazienti, più spesso con problemi di tipo psichiatrico, oltre che sociale. Da Asst Lariana infatti ricordano che una volta effettuato il triage, la valutazione d’accesso, queste persone hanno diritto ad un controllo. Perché sovente sono sono in cattive condizioni di salute o perché purtroppo sotto l’effetto d’alcol e sostanze. Il risultato, comunque, è che stanno male. Certo i bivacchi, non concessi, restano un problema per un reparto che deve curare le persone.
Vigilanza
«Bisognerebbe poi domandare, caso per caso, perché stanno lì – commenta Adriano Martinelli, presidente dell’associazione Ama.Te, i volontari presenti in ospedale per aiutare i pazienti, anche in Pronto soccorso – e non nei dormitori, dove bisognerebbe verificare se ci sono posti ancora liberi. Non è un problema semplice da affrontare». Fuori, con nottate dalle temperature ancora pungenti, c’è il rischio congelamento. Dentro, a volte queste presenze esasperano animi già tesi, sofferenti. In caso di episodi di tensione, ricorda ancora l’Asst Lariana, è sempre al lavoro la vigilanza, pronta a intervenire come le forze dell’ordine, il personale può schiacciare il bottone rosso in diretta comunicazione con le autorità. La speranza però è non arrivare a livello d’allerta. In questi giorni ai volontari che lavorano con la grave marginalità sono stati segnalati senzatetto anche al Pronto soccorso del Valduce, che pure da qualche anno ha ridotto gli spazi e che ha in qualche misura ha visto diminuire questo tipo di accessi nel reparto d’emergenza.
Questione complicata
A proposito di senzatetto la situazione resta, a detta di lettori e fedeli, complicata sotto ai portici del Crocifisso, dove pure sacerdote e operatori avevano aperto nei mesi scorsi un dialogo con la Questura per trovare una soluzione. «Eppure cartoni e coperte non diminuiscono – spiega Daniele Roncoroni, residente già responsabile del club Rotary Baradello e della Famiglia Comasca – ce ne sono perfino sotto al nuovo hotel di lusso che sta per aprire, l’ex San Gottardo». Durante la stagione invernale il principale riferimento dovrebbe essere l’“emergenza freddo” allestita dal primo dicembre in via Borgovico. Un centro che però ha avuto diversi problemi relativi all’ordine pubblico, c’è qualche ospite sopra le righe difficile da gestire, c’è stato qualche episodio spiacevole. Tanto che di recente all’ingresso è sempre presente una guardia giurata. Alcuni senzatetto, magari italiani, magari più storici e noti, preferiscono dormire altrove. «Può darsi che qualche senzatetto locale e conosciuto sia restio a spartire gli spazi con persone meno note e più complicate – dice Giuseppe Menafra, responsabile per Caritas del servizio Porta Aperta –, i dormitori pubblici, tra via Borgovico e via Napoleona, al momento sono tutti pieni, ma un letto si trova sempre, anche se magari non nell’immediato».
In ultimo, i residenti di piazza San Rocco raccontano che da ormai tanto tempo, anni, dormono sonni tranquilli. Senza più l’accoglienza dal lato dell’oratorio di rado chiamano la polizia per tafferugli e schiamazzi, prima all’ordine del giorno.
Nell’ultimo mese però i passaggi in piazza sono tornati ad essere frequenti. C’è movimento di senza fissa dimora, fino circa la seconda serata, quando poi i crocchi si disperdono salendo verso via Napoleona, oltre la rive, tra gli edifici abbandonati, nei posti più nascosti.
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