«Serve un’emergenza caldo per i senzatetto della città»
Marginalità Luigi Nessi: «Dormitorio aperto tutto l’anno. L’afa di queste settimane conferma l’urgenza»
Lettura 1 min.Dopo l’emergenza freddo, «servirebbe l’emergenza caldo».
Luigi Nessi, storico volto del volontariato e della sinistra comasca, torna a chiedere un dormitorio per i senza tetto aperto tutto l’anno. Finita l’accoglienza invernale, allestito il piano freddo in via Borgovico, da maggio in alcuni angoli della città si notano alcune presenze di prima mattina, tra coperte e cartoni.
«Questa fine giugno inizio luglio fa un caldo terribile – dice Nessi – un caldo che rappresenta un pericolo concreto per la salute, al pari del gelo invernale. In città in questo periodo ci sono decine di persone che dormono per strada, senza ricoveri controllati, senza docce funzionanti, io credo che sia un fatto di dignità organizzar un servizio coordinato da volontari e autorità».
Alla palestra di via Giulini, dal lato dell’università dell’Insubria sopra a via Valleggio, liberati i portici del Crocifisso i senza tetto muovono verso altri luoghi della città più o meno visibili.
«Penso che si debba prendere seriamente in considerazione la situazione delle persone che vivono in strada – questo è quanto scrive al quotidiano Nessi - uomini e donne, italiani e stranieri, ormai sempre più numerosi nella nostra città. Usciti dall’inverno, durante il quale molti di loro hanno trovato rifugio dal gelo nei locali dell’emergenza freddo, ora devono affrontare il caldo torrido di questi giorni e di quelli che verranno. L’ideale sarebbe che, così come è stato fatto durante l’inverno, anche ora ci fosse un luogo con un tetto dove poter dormire». Una idea più volte discussa in città, che però non ha mai trovato seguito. «L’afa è tremenda e il sole, con il suo calore, mette a dura prova la salute di queste persone. Perché, allora, non pensare a una struttura anche estiva? L’ideale, richiesto da tanti ormai da anni, è un dormitorio pubblico aperto tutto l’anno. Ma questa estate, che stiamo vivendo e che, secondo gli esperti, sarà eccezionale per le alte temperature, richiede risposte immediate. Ci attendono giornate con temperature elevatissime, anche all’ombra. Perché, quindi, di fronte a questa emergenza, non creare luoghi di sollievo, con una doccia sempre disponibile, una bottiglietta d’acqua sempre pronta e operatori che si prendano cura di queste persone? La salute di chi vive in città è importante e, quando si è senza fissa dimora, affrontare le fragilità quotidiane diventa una “guerra” difficile da vincere».
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