Sindaco all’attacco sul caos Corridoni: «Colpa della scuola»

Scuola Rapinese contro dirigente e consiglio d’istituto: «Chiusura nota da ottobre, dovevano organizzarsi». E oggi l’atteso incontro con il provveditore Chiappa

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Il futuro della scuola di via Sinigaglia che vede coinvolti 200 bambini su cui pende la spada di Damocle della chiusura dei locali già a settembre avrà oggi un primo verdetto importante. Si terrà infatti un incontro tra il provveditore Imerio Chiappa e la dirigente scolastica dell’Istituto Como-Borgovico Grazia Miccolis che darà un’idea della linea che verrà seguita per la “Corridoni” dopo le parole del sindaco Alessandro Rapinese che, in consiglio comunale, aveva intimato a entrambi di attivarsi per reperire le aule nelle altre scuole disponibili ribadendo con fermezza la chiusura del plesso dove punta a realizzare un autosilo. I genitori si sono già mobilitati per depositare il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di inizio luglio che aveva dato ragione al Comune sulla chiusura della scuola.

Il video

Intanto però Rapinese con a fianco l’assessore all’Istruzione e vicesindaco Nicoletta Roperto ha postato sulla sua pagina Facebook un video lungo ben 35 minuti nel quale spiega le decisioni del Comune a partire dall’anno scorso e in cui, di fatto, scarica tutta la responsabilità dell’incertezza in cui si trovano le 200 famiglie sulla dirigente scolastica e sul presidente del consiglio di istituto Simone Molteni (che nei giorni scorsi aveva a più riprese contestato al Comune mancanza di dialogo e l’assenza dei lavori di adeguamento e ampliamento nelle scuole che dovrebbero accogliere i bambini della Corridoni).

Rapinese e Roperto dicono nel video, mostrando articoli di giornale degli anni passati e grafici che «le scuole facevano schifo e i bambini diminuiscono sempre di più, per questo è stato fatto un piano per avere meno scuole, ma a norma e belle». Non risparmiano attacchi ai predecessori («nessuno ha mai messo a norma le scuole, avremmo potuto fare come gli altri facendo finta di niente»), a Provincia e Regione («avrebbero potuto bocciare il ridimensionamento che abbiamo approvato il primo ottobre 2025, invece i partiti lo hanno approvato e grazie a loro il 27 ottobre 2025 è diventato legge») e poi, come detto, al consiglio di istituto e alla dirigente.

«Tutto secondo le regole»

«Che la scuola Corridoni non ha più la sede di via Sinigaglia, ma è suddivisa in altre cinque (la Foscolo con la sua sede staccata di via Friuli e ancora la Filzi, via Perti e via Fiume, ndr) – le parole di Rapinese – lo si sapeva dall’ottobre 2025. Se oggi c’è caos non è colpa del Comune, che ha fatto tutto secondo le regole. Loro dovevano trovare soluzioni e non accettare iscrizioni se non avevano posti e trovare gli spazi per gli alunni già iscritti. Dirigente e consiglio di istituto dovevano sapere che il ricorso, per il quale non avevano ottenuto la sospensiva, avrebbero anche potuto perderlo». E ancora: «Mi auguro che si siano date indicazioni alle famiglie su dove dovranno andare a settembre. Non si può addossare la colpa al Comune se finora hanno fatto finta di niente. Non toccava al Comune dire dove indirizzare i bambini». Rapinese e Roperto non fanno alcun accenno ai lavori di ampliamento previsti alla Foscolo e non iniziati, ma dicono: «In via Borgovico ci sono degli spazi e altri ci sono nelle ulteriori scuole indicate. Noi abbiamo agito con testa, se si creerà un’emergenza non é colpa dell’assessore Roperto né del sindaco Rapinese. Se avete iscritto vostro figlio alla Corridoni pensando che andasse in via Sinigaglia è grave, se fate parte dei 150 alunni che già frequentavano la scuola a quest’ora vi avrebbero già dovuto dire dove siete stati destinati». E in chiusura: «Se qualcuno ha creato il caos o vuole il caos a settembre non è stato il Comune. Se io fossi un genitore di un alunno di via Sinigaglia chiederei alla dottoressa Miccolis e al dottor Molteni se quello che dice Rapinese è vero».

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