Sos Villa Geno: locali vuoti e futuro a rischio
Nel 2024 la cacciata dei gestori dell’epoca e la promessa di farne una “piccola Villa Olmo”. Da allora zero atti ufficiali e un destino tutto incognite
Como
Costruita nel 1790, riedificata successivamente nel 1850 in linee neoclassiche, Villa Geno è uno dei simboli di Como alle spalle della maxi fontana alta 30 metri, gemella di quella di Ginevra.
Nota anche come Villa Margherita ed ex Villa Pizzi oggi è vuota e chiusa. La società Sunlake, che si era aggiudicata la gara per l’affitto nel 2015 per nove anni, nell’estate del 2024 si era vista respingere da Palazzo Cernezzi la richiesta di rinnovo (prevista dal contratto) per altri sei anni su indicazione della giunta.
In attesa di un bando – che al momento non è ancora stato pubblicato, ma che potrebbe arrivare in tempi ragionevoli anche se finora non sono stati resi noti indirizzi da parte dell’esecutivo – gli eventi erano regolarmente proseguiti fino alla fine dello scorso anno. Poi nell’ultimo periodo la società ha provveduto a liberare i locali. Via i grandi ombrelloni esterni così come la veranda, ma anche arredi e materiali. Resta oggi l’arco di fiori che ha fatto da cornice a tanti matrimoni celebrati con lo sfondo del primo bacino e a tanti tagli di torte davanti alla fontana. L’area oggi è deserta e a questo punto almeno per la primavera il ristorante rimarrà chiuso, ma anche l’estate è un punto di domanda. La giunta del sindaco Alessandro Rapinese aveva deciso il 9 luglio 2024, giorno esatto della scadenza del contratto, di respingere la richiesta del rinnovo per altri sei anni presentata dal privato. «Dopo approfondita discussione – si legge nella delibera di allora - emergeva l’orientamento della giunta comunale di riservarsi di riconsiderare l’utilizzo attuale dell’immobile, valutando anche la possibilità di imprimere allo stesso una eventuale diversa destinazione e/o, eventualmente, ricorrere nuovamente al mercato, tramite una procedura ad evidenza pubblica, al fine di verificare la possibilità di massimizzare il beneficio economico per l’Ente e/o abbinando obbligazioni ulteriori in capo ad un eventuale nuovo concessionario».
Era stato in quell’occasione lo stesso sindaco a spiegare come la sua intenzione fosse quella «di avere esattamente di fronte a Villa Olmo una “piccola Villa Olmo” (Villa Geno, ndr) il più possibile aperta alla cittadinanza per giustificare un camminamento completo da occidente a oriente (parlava dei lavori di riqualificazione, ndr)». E allora sembrava che si volesse utilizzare l’immobile di proprietà comunale per finalità sociali, seguendo altri modelli gestionali presenti sia in città che in Comuni limitrofi.
Il primo cittadino spiegava che il percorso non sarebbe stato breve, ma assicurava: «Siamo al lavoro per configurare la destinazione più opportuna. Il nostro stile ormai lo conoscete, non vogliamo dire gatto finché non è nel sacco, ma una cosa che ribadisco è che ci interessa che sia fruibile dalla cittadinanza e non esclusivamente a disposizione di privati per i loro matrimoni. La logica è la stessa che, tempo fa, ci portò a rendere sempre disponibili i giardini in prossimità della fontana. Di sicuro non la regaleremo a nessuno, fatta salva la finalità sociale che sarebbe oggetto di importanti riduzioni del canone».
Da allora, però, non ci sono stati più atti ufficiali sulla destinazione della villa, soprattutto per quanto riguarda la messa a disposizione dei cittadini. E ora l’immobile e tutta l’area verde a verde circostante sono al momento chiusi e con un futuro incerto.
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