Specializzandi in sala operatoria. Il caso sul tavolo del ministro

Sant’Anna La parlamentare Ricciardi invoca chiarimenti sulla denuncia de La Provincia. «Interventi senza l’ausilio di medici esperti. Servono controlli per tutelare la salute dei pazienti»

Sul caso degli specializzandi di Ortopedia lasciati soli in sala operatoria, arriva un’interrogazione al Ministero della Sanità.

La parlamentare Marianna Ricciardi (M5S), giovane medico specialista in Otorinolaringoiatria, letta l’inchiesta de La Provincia sul tema, ha chiesto conto al ministero competente volendo accertare al meglio i reali fatti.

Il testo dell’interpellanza

«Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica La Provincia di Como in data 18 dicembre 2025 – si legge nel documento -, presso l’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia e presso il presidio Sant’Antonio Abate di Cantù, entrambi afferenti all’azienda socio sanitaria territoriale Lariana, sarebbero stati eseguiti, tra l’autunno 2024 e la primavera 2025, numerosi interventi chirurgici ortopedici da medici specializzandi in assenza di un chirurgo tutor specializzato e strutturato. In tali interventi il primo operatore sarebbe stato uno specializzando, in molti casi affiancato esclusivamente da un secondo medico anch’esso in formazione specialistica, senza la presenza di un chirurgo strutturato, come invece previsto dalla normativa vigente. In almeno un caso, un medico in formazione specialistica avrebbe eseguito l’intervento chirurgico completamente da solo, in contrasto con quanto stabilito dalle norme che prevedono la presenza in sala operatoria di due chirurghi». Lo scorso mese la Regione aveva fatto sapere che erano in corso verifiche da parte dell’Ats Insubria; l’ente, al pari dell’Asst Lariana, non ha più però fornito risposte. Unica eccezione il primario del reparto di Ortopedia, che in tv aveva spiegato, dopo la pubblicazione dell’articolo, che medici esperti erano comunque «telefonicamente o fisicamente reperibili». Del caso si erano interessati anche i sindacati dei medici ospedalieri e degli specializzandi.

Ricciardi, nell’interrogazione, ricorda che stando alle norme è un requisito essenziale per l’attività sanitaria in sala operatoria «la presenza di un anestesista, due chirurghi e due infermieri» e che «ogni attività formativa e assistenziale dei medici in formazione specialistica si svolge sotto la guida di tutori, il tutor è un medico chirurgo strutturato designato annualmente dal consiglio della scuola, sulla base di requisiti di elevata qualificazione scientifica, di adeguato curriculum professionale, di documentata capacità didattico formativa».

Servono verifiche

«Le Regioni – scrive sempre la parlamentare - rimborsano le prestazioni sanitarie erogate sulla base della presenza di personale strutturato. Se invece queste attività vengono svolte da medici non ancora strutturati, si potrebbe configurare, a giudizio dell’interrogante, un trattamento iniquo rispetto ad altre strutture pubbliche che non impiegano personale in formazione per attività sostitutive e uno sfruttamento dell’opera dei medici specializzandi, senza che a ciò corrisponda riconoscimento economico adeguato alla complessità delle prestazioni erogate». Al Ministero della Salute si domandano verifiche e una presa di posizione anche «al fine di tutelare sia la sicurezza dei pazienti e i diritti formativi e professionali dei medici specializzandi».

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