Cronaca / Como città
Venerdì 13 Febbraio 2026
Spina Verde: via 5mila piante morte
dal prossimo ottobre, la legna
verrà stoccata in piazza D’Armi
Alla cascina Masseé il circolo del Pd ha convocato una assemblea, molto partecipata, per discutere con l’ente parco del secondo lotto di lavori per sistemare la grande area verde compresa tra Albate e il monte Goj: nove ettari dove, nel luglio 2023, a seguito di una alluvione, erano caduti circa 5mila alberi
Como
Ieri sera alla cascina Masseé il circolo del Pd ha convocato una assemblea, molto partecipata, per discutere con l’ente parco Spina Verde del secondo lotto di lavori per sistemare la grande area verde compresa tra Albate e il monte Goj. Nove ettari dove nel luglio 2023, a seguito di una alluvione, erano caduti circa 5mila alberi, senza contare gli altri danni che si sono aggiunti dopo, ad esempio con le piogge del settembre 2025.
Questi boschi, ha spiegato il presidente del parco Giorgio Casati, «sono già stati sistemati in parte con delle opere per 80mila euro di cui ci siamo fatti carico in prima istanza». Quindi, per mesi, la Spina Verde ha cercato altri fondi, tra bandi e sostegni pubblici. A fine anno la Regione ha approvato un emendamento firmato dal consigliere dem Angelo Orsenigo, presente giovedì sera, che ha assegnato al parco 400mila euro, più 40mila riconosciuti dalla giunta. Così, ha spiegato il responsabile della sezione di Albate del Pd Francesco Finizio. Parte dunque il secondo lotto: sistemazioni, pulizia, messa in sicurezza di sentieri, abbattimento di tronchi pericolanti, ha spiegato ancora Casati. Il parco della Spina Verde, definito il progetto preliminare, deve disegnare il progetto esecutivo, i lavori dovrebbero partire dal prossimo ottobre, in tempo con la stagione silvana che offre la possibilità di effettuare le opere entro marzo. Un particolare curioso e dibattuto è che ad oggi il progetto prevede di trasportare tronchi e legna con la teleferica a Muggiò, in piazza D’Armi. Proprio dove da settembre, non senza polemiche, il Comune ha trasportato i detriti pescati nel lago dopo gli ultimi temporali e che si spera vengano rimossi nelle prossime settimane.
Nel progetto anche la manutenzione del torrente Segrada, che scendendo da Lora fa danno quando ha grandi portate, fino a tre metri cubi d’acqua al minuto. Lo si vede bene al vecchio lavatoio che da ormai un anno e mezzo è pieno di detriti e fango. Esponenti dem come Luca Gaffuri e Patrizia Lissi non hanno mancato di far notare il poco interessamento del Comune su questa tematica.
«La sistemazione dell’area sotto al monte Goj, circa nove ettari disseminati di alberi caduti, come del torrente Segrada che ha gli argini erosi, è positiva – commenta Angelo Vavassori, noto agronomo ospite della serata – resta però da finanziare un terzo lotto di lavoro per una porzione di verde paragonabile. Non bisogna aspettare i grandi danni all’ambiente per fare prevenzione, servono finanziamenti e programmazione».
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