Cronaca / Como città
Domenica 11 Gennaio 2026
Stadio, l’ira dei comitati: «Nessuna trasparenza, dove sono i documenti?»
Sinigaglia Dopo la chiusura della conferenza dei servizi i gruppi di cittadini chiedono più informazioni al sindaco: «I pareri su un progetto vecchio, dateci quello nuovo»
Como
Con la chiusura della conferenza dei servizi i cittadini che in questi mesi hanno chiesto a più riprese di poter prendere visione di almeno una parte del progetto per il nuovo stadio tornano all’attacco.
«Nei pareri pubblicati con la chiusura della conferenza si fa riferimento a progetti e grafici che noi non abbiamo mai visto - dice Andrea Prayer, che insieme a Mirella Quattrone rappresenta il comitato a tutela della zona stadio - Siamo fermi a quanto era stato raccontato in conferenza stampa in Comune a febbraio e scopriamo dai giornali e dalle parole di Mirwan Suwarso che il progetto intanto è cambiato».
Le parole di Suwarso
Prayer si riferisce soprattutto alle ultime dichiarazioni del presidente plenipotenziario del Como in un’intervista rilasciata ieri sulle pagine della Provincia: cinque ristoranti (in un podcast registrato a novembre parlava di dieci, ma ora il numero è stato ridimensionato), tutti vista lago e con angoli dove i ristoratori comaschi possano vendere cibo locale. Il tutto però deve essere reso compatibile con le indicazioni che arrivano da una parte dalla Soprintendenza - e che sono note ormai da quest’estate - sul ridimensionamento del futuro stadio e dall’altro dal piano economico finanziario, quest’ultimo ancora avvolto dal mistero. Insomma, sembra che il Como sia ancora al lavoro su una proposta definitiva che possa rispondere alle varie richieste avanzate. Una proposta che, secondo il sindaco Alessandro Rapinese, non potrà arrivare prima di molti mesi (nel migliore dei casi, ha dichiarato il primo cittadino, entro la fine del 2026).
E poi c’è anche il fatto che da qualche mese a questa parte è impossibile parlare del nuovo Sinigaglia senza tenere in considerazione che il consiglio comunale ha votato un indirizzo politico per cui, in caso si facesse avanti un proponente, la scuola primaria Corridoni di via Sinigaglia potrebbe essere sostituita con un autosilo, che si troverebbe così a pochi passi dallo stadio.
Le richieste
«Abbiamo chiesto come gruppo di famiglie della Corridoni un incontro, anche riservato, non pubblico, al Como per chiarire questi aspetti - spiega Simone Molteni, presidente del consiglio d’istituto Como Borgovico, di cui la Corridoni fa parte - Noi non siamo nemici del progetto, anzi: siamo i migliori amici del Como, perché vogliamo fare chiarezza e far sì che sia davvero un progetto condiviso con la città e non incappi in fragilità esposte a possibili ricorsi. Eppure Suwarso dice di non essere l’interlocutore giusto per questa discussione. Ora il sindaco dice di non voler nessun confronto, anche in futuro: allora a chi dobbiamo parlare?».
Nella richiesta di incontro avanzata al Como dal gruppo di cittadini che ruota intorno alla primaria Corridoni c’era anche la proposta di un compromesso: maggiore chiarezza sui dettagli del progetto del nuovo Sinigaglia in cambio di uno stop ai vari i progetti di ricorso al Tar di cui si è parlato in questi mesi. Che sono poi quelli che maggiormente spaventano società e Comune perchè potrebbero sospendere per tempi anche molto lunghi i lavori allo stadio.
«La nostra linea è sempre stata quella del dialogo, non del ricorso a prescindere - chiarisce però Prayer - Il problema è che per poter avere un dialogo e fare dei ragionamenti serve conoscere quali sono le intenzioni reali e non possiamo farlo basandoci su un progetto che è ormai di fatto superato e su dichiarazioni occasionali». Tra la presentazione dell’idea progettuale del Como, a febbraio, e oggi non è intercorso solo il parere della Soprintendenza, che ha rimodulato le dimensioni dell’impianto, ma anche quello della società di consulenza esterna incaricata del Comune che ha ritenuto sproporzionata una concessione di 99 anni e ne ha suggerita una di 40.
«Il sindaco parla di mandato preciso, ovvero quello di fare lo stadio Sinigaglia - chiudono facendosi eco a vicenda Molteni e Prayer - Ma questo non è in discussione e non lo è mai stato. Chi ha mai parlato, in campagna elettorale, di un autosilo al posto di una scuola però? Sono le modalità, non l’intento, a lasciarci perplessi. E il Comune continua a scegliere la via di non coinvolgere i cittadini».
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