Stangata inflazione a Como: serviranno 816 euro in più

I dati Istat Nel mese di marzo primo posto in Italia per crescita dei prezzi. Pesa la netta risalita dei costi per l’energia e per i beni alimentari

Una famiglia media comasca, a parità di condizioni di vita, di scelte e di consumi di beni e servizi, nel 2026 spenderà 816 euro in più rispetto all’anno precedente. Una stima che si ricava dall’analisi dei dati dell’inflazione e che, secondo l’Unione nazionale consumatori, colloca Como al primo posto in Italia tra le città che hanno subito, lo scorso mese di marzo, la maggiore crescita del costo della vita. L’incremento dei prezzi nella nostra provincia è stato infatti nel mese scorso del 2,7% su base tendenziale (ossia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Medaglia d’argento per Belluno che, con un incremento dell’inflazione del 2,6%, ha un aumento di spesa pari a 678 euro a famiglia su base annua. Sul gradino più basso del podio Grosseto che, con un +2,4% tendenziale, ha una spesa supplementare annua di 649 euro per una famiglia media.

Sull’altro fronte della classifica, la medaglia d’oro come città con minori rincari va a Campobasso, dove con +0,6%, l’inflazione più bassa d’Italia insieme ad Aosta, si ha un aggravio di 142 euro. Al secondo posto appunto Aosta, con una variazione di 166 euro. Medaglia di bronzo per Trapani, +0,8% e +185 euro. Seguono, nella classifica delle città più virtuose, Pisa (+0,7%, +189 euro), Brindisi (+1%, +197 euro), Potenza e Viterbo con +220 euro, all’ottavo posto Cuneo (+0,9%, +226 euro), poi Ancona (+1%, +236 euro). Chiudono la top ten dei territori con minori rincari (+243 euro) Benevento, Caserta e Livorno.

I numeri di Como sono decisamente superiori a quelli medi nazionali. Secondo le stime preliminari dell’Istat, infatti, nel mese di marzo 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente).

L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi dei beni energetici e dell’accelerazione degli alimentari non lavorati; in rallentamento sono invece i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, dei servizi relativi ai trasporti e dei servizi relativi all’abitazione.

In netta crescita anche l’indice Istat Foi di marzo 2026: +0,6% rispetto al mese precedente a quota 101,5. Si tratta dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati utilizzato per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell’assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni annuali o periodiche previste dalla legge.

L’incremento del costo della vita sta quindi colpendo pesantemente nel nostro paese, ma certamente il territorio di Como, anche a causa delle dinamiche turistiche, vive un aumento ancora più marcato che sta mettendo in seria difficoltà alcune fasce della popolazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA