Stop all’esclusiva della palestra, in via Giulini a Como un nuovo bando

Da tempo i presidenti della Polisportiva Comense e del Basket Como contestavano l’assegnazione della struttura ad una sola società

Como

Nuovo colpo di scena per la palestra “Ronchetti” di via Giulini: il Comune, dopo due sospensioni di 30 e 60 giorni, ha deciso di revocare il bando per l’affidamento dello spazio per 36 mesi.

Il dirigente Giovanni Fazio ha infatti firmato il documento per la «revoca in autotutela della determina del 5 dicembre 2025 “indizione di gara con procedura negoziata senza bando per l’affidamento in concessione della gestione della palestra Liliana Ronchetti di via Giulini”».

Il motivo? Gli uffici, dopo l’istruttoria aggiuntiva durata tre mesi, hanno deciso di «accogliere parzialmente le motivazioni avanzate dai presidenti delle società sportive Polisportiva Comense 2015 e Basket Como 1956». Entrambi avevano fin dall’uscita del bando contestato la scelta (che seguiva l’indirizzo dato dalla giunta Rapinese ad ottobre) di assegnare in via principale la palestra alla pallavolo. I due stop al bando erano stati motivati da Palazzo Cernezzi sostenendo che fosse necessaria una «fase di approfondimento tecnico/giuridico per l’ulteriore verifica della tutela della qualità del servizio pubblico sportivo, dell’impatto sul tessuto sportivo e sociale del territorio e della comparazione degli interessi coinvolti». I presidenti delle due società, Guido Corti (Polisportiva Comense) e Luciano Mastrapasqua (Basket Como), da mesi sostengono che «le palestre comunali, in quanto beni pubblici devono essere messe a disposizione dell’intera collettività sportiva. Consentirne l’accesso a una sola disciplina, significa tradire sia lo spirito della Costituzione sia i principi cardine della riforma dello sport. Mettere a disposizione l’unica palestra cittadina omologata per i campionati federali di più sport ad una sola disciplina non è proprio quello che suggerisce la normativa». Contestualmente avevano anche detto di essere pronti a fare ricorso al Tar. Il tutto fino ad arrivare alla marcia indietro di Palazzo Cernezzi.

Adesso bisognerà capire come si muoverà l’Amministrazione comunale che, probabilmente, dovrà pubblicare un nuovo avviso cambiando le regole rispetto a quelle contestate. Nella delibera di giunta di ottobre era infatti previsto che la palestra dovesse essere destinata «a società sportive che garantiscano la partecipazione a campionato di livello nazionale di pallavolo» oltre all’«utilizzo dell’impianto tutti i giorni infrasettimanali dalle 8 alle 14 per sport diversi dalla pallavolo». Ma di mattina, avevano fatto notare i presidenti delle società sportive, i ragazzi sono a scuola ed è inverosimile pensare di poter usare gli spazi. Da lì avevano avviato le contestazioni agli atti tecnici seguiti a quell’indirizzo politico che hanno portato allo stop definitivo.

Ieri Corti ha commentato dicendo che «conoscere le regole dello sport non serve solo per giocare o per rilevarne i dati, ma anche per amministrarlo» e che «è stato revocato il bando che era palesemente al di fuori delle normative della Riforma dello Sport a seguito delle nostre segnalazioni agli uffici». E ora? «Attendiamo le evoluzioni e il nuovo bando – chiude – e magari ci metteremo insieme ad altre società sportive per proporre una gestione unitaria con suddivisione degli spazi. Ci auguriamo che il nuovo avviso tenga conto del fatto che non esiste solo la pallavolo e che la palestra possa essere utilizzata da più realtà nel rispetto di tutti e di quello che dice la legge».

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