Cronaca / Como città
Sabato 03 Gennaio 2026
Strage di Crans, dispersa una giovane comasca
La tragedia Alla festa almeno quattro giovani residenti in provincia. Ancora nessuna notizia certa della quindicenne dispersa. Studentessa dell’International School, era con tre compagni. Uno di loro, di Cantù, è grave: trasferito al Niguarda
Sono almeno quattro i ragazzi residenti in provincia di Como coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. Si tratta di studenti della International School di Fino Mornasco, tutti quindicenni.
Una quindicenne, Sofia, nella tarda serata di ieri compariva nell’elenco dei dispersi, mentre un suo compagno risultava ricoverato in coma. Fortunatamente illesi gli altri due comaschi.
Il ragazzo comasco ferito si trovava all’ospedale di Ginevra e ieri pomeriggio è stato trasferito all’ospedale Niguarda di Milano. Si tratta di un quindicenne residente a Cantù, tanto che in serata il sindaco Alice Galbiati sui social ha scritto: «Ho appreso che tra i giovani ricoverati vi sarebbe anche un giovanissimo concittadino». E ha aggiunto: «Ho scritto all’assessore regionale Bertolaso per rappresentare la piena disponibilità a offrire supporto, qualora fosse necessario».
Sette ricoverati
«Siamo riusciti ad aumentare la capienza di sale e intensive fino a 16 posti – ha spiegato ieri Zoli – così da assistere più giovani in arrivo dalla Svizzera. La maggior parte dei pazienti sono di Milano e comunque dell’area lombarda, l’ultimo proveniente dall’ospedale di Ginevra è di Como».
Non sono state fatte selezioni, sono stati trasferiti ragazzi in base alle condizioni di stabilità, non per ragioni di residenza. I ricoverati presentano ustioni dal 30% al 50% del corpo. Oggi sono attesi al Niguarda altri due pazienti italiani e uno svizzero. In base alle condizioni di salute la Lombardia confida così di portare a casa tutti i giovani italiani che si trovano attualmente tra gli ospedali di Berna e soprattutto di Zurigo, dove è presente un altro centro ustionati.
Due in particolare sono casi complessi, non ancora trasportabili. Occorre seguire infatti come detto dei criteri di tipo clinico, unitamente all’autorizzazione dei genitori visto che si tratta quasi sempre di pazienti minorenni. Per prendere in carico questi pazienti così delicati al Niguarda sono pienamente operativi il team dell’emergenza urgenza, il centro ustioni, il dipartimento di area critica. «Come sapete - ha detto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso - abbiamo già ricoverato qui a Niguarda tre ragazzi: una giovane di circa trent’anni e due quindicenni. Oggi stiamo organizzando il trasferimento degli altri giovani italiani, attualmente ricoverati nei diversi ospedali della Svizzera. Un passaggio fondamentale è stato l’invio, ieri sera, di un nostro team di specialisti del Centro Ustioni del Niguarda, tutti esperti nelle problematiche legate alle ustioni. Hanno visitato durante la notte i vari ospedali svizzeri e questa mattina siamo stati in grado di avere le cartelle cliniche di tutti i ricoverati italiani. Questo ci ha consentito di stabilire chi fosse trasportabile, e chi invece, per le gravissime condizioni cliniche, non può essere trasferito in sicurezza».
Bilancio tragico
La tragedia di Crans Montana è arrivata a contare, stando agli ultimi aggiornamenti di ieri, un totale di 40 morti, i feriti gravi sono invece 119. È stata aperta una indagine per incendio e omicidio colposo.
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