Sul Lario gli psicologi sono raddoppiati: «Dopo il Covid più fragilità»
I dati Negli ultimi dieci anni gli iscritti all’ordine passati da 754 a 1300. «La cura della mente non può essere soltanto appannaggio di pochi»
Lettura 2 min.Altro che carenza di sanitari, gli psicologi negli ultimi dieci anni sono quasi raddoppiati, da 754 iscritti all’ordine a Como e provincia siamo arrivati a più di 1300 psicologi attivi.
Questi i dati snocciolati ieri sera a Villa Gallia dai referenti territoriali dell’ordine degli psicologi lombardi durante la cerimonia organizzata per accogliere i colleghi neolaureati, un’ottantina di nuovi ingressi ogni anno, questa la media contata nell’ultimo triennio. Numeri sufficienti ad aumentare la platea degli psicologi comaschi come mai prima d’ora, una professione che tocca vari ambiti e non solo del panorama sanitario.
Se tra il 2016 e il 2026 gli psicologi attivi a Como sono aumentati di circa il 75%, l’incremento registrato in tutta la Lombardia è stato simile, da 15.280 psicologi siamo arrivati a quasi 28mila iscritti. Il biennio della svolta è stato il 2024 e il 2025, l’accelerazione dei laureati ha toccato il picco negli ultimi due anni, la Lombardia ha accolto una media fissa di oltre 1.500 nuovi iscritti all’anno, consolidando la Regione come il principale bacino professionale dell’intera Italia.
Neuropsicologia, psicologia clinica, psicologia forense, l’ambito delle risorse umane, sono tanti e diversi i campi nei quali gli psicologi possono trovare spazio. «Lo psicologo non è più percepito come un servizio d’élite, bensì come un presidio fondamentale, accessibile e diffuso di sanità» commentano Giuseppe Napoli e Domiziana Giola, i referenti territoriali dell’ordine degli psicologi. Il Covid ha fatto esplodere i bisogni di cura della sfera mentale.
«Tante fragilità sono emerse – spiega Napoli – stati di ansia e paura da parte negli adolescenti, la grande solitudine vissuta dai nostri anziani e la debolezza delle giovani coppie che si sono ritrovate a crescere i bambini senza la rete familiare di una volta, avendo in più sulle spalle anche i nonni da aiutare. Queste difficoltà prima più sopite sono diventate evidenti con la pandemia, le persone oggi sentono la necessità di curare non solo il fisico, ma anche il proprio benessere psicologico».
A tal proposito da circa due anni è stata istituita la figura dello psicologo di base, un servizio gratuito partito anche a Como grazie all’Asst Lariana. Con un pacchetto di colloqui che si tengono in via Napoleona, ma anche alla casa di comunità Cantù, per individuare possibili bisogni, campanelli d’allarme, paure e difficoltà da affrontare in un percorso poi più strutturato. L’accesso è libero, non serve l’impegnativa, le visite non hanno costi, per accedere occorre passare dagli sportelli della casa di comunità o fare riferimento all’indirizzo [email protected]. A consulenza, per circa un ora, nel privato uno psicologo può chiedere da 90 a 120 euro a seconda del professionista.
«La cura della mente non può essere solo appannaggio di pochi, è giusto garantire consulenze gratuite a tutti – dice Napoli – per questo la figura dello psicologo di base, all’interno delle case di comunità, crediamo vada rafforzata. Come meriterebbe più attenzione il ruolo dello psicologo scolastico, per intercettare dentro agli istituti fin dai primi gradi i campanelli d’allarme dei giovani e delle loro famiglie». L’evento a Villa Gallia ha celebrato l’ingresso dei giovani professionisti nell’albo, accolti dal presidente dell’ordine lombardo Valentina Di Mattei.
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