«Sulla piscina di via del Dos, una ripicca contro di noi». E Colisseum presenta un esposto in Procura

Battaglia legale Nuovo affondo da parte della cooperativa: «Nei nostri confronti mera rappresaglia». Rapinese: «Ben venga il vaglio della magistratura». Ma in 26 anni più costi che guadagni per il Comune

«Sulla piscina di via del Dos, una ripicca contro di noi». E Colisseum presenta un esposto in Procura
L’avvocato Simone Gatto ieri in consiglio con Franco Campanella e Gabriele Romanò della coop Colisseum

La battaglia giudiziaria sull’imminente chiusura della piscina del via del Dos ora raggiunge pure la Procura. E lo fa per mano dell’avvocato Simone Gatto, legale della cooperativa sociale Colisseum che da un quarto di secolo gestisce l’impianto dove le associazioni di tutela dei disabili si rivolgono quotidianamente per le attività in acqua delle persone più fragili. Una denuncia, quella inoltrata alla Procura cittadina, che arriva a ipotizzare una strategia da parte degli uffici comunali contro la società per «mera rappresaglia». Ma la storia, in verità, è ben più complicata. L’esposto, si diceva. L’avvocato Gatto, che con il collega Giuseppe La Rosa sta seguendo la vicenda per conto di Colisseum, chiede alla Procura di indagare sull’imminente chiusura della piscina di via del Dos. E ripercorre gli ultimi passaggi di una vicenda amministrativamente ingarbugliata. Il 28 dicembre scorso il Comune concede l’ennesima proroga nella gestione dell’impianto, mai messo a gara. Ma annuncia: ora le cose cambiano. Gli uffici predispongono gli atti per una gara europea, ma Colisseum fa ricorso all’Anac in quanto contesta i valori utilizzati dall’amministrazione per il piano economico. Il 21 giugno l’Anticorruzione replica che sì, il piano è inidoneo a consentire agli interessati di presentare offerte. Va rifatto.

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