Svolta per i lavoratori transfrontalieri: cambia la tassa sulla salute, cifre fisse decise dalle Regioni
Novità Addio al calcolo sullo stipendio: dal 2027 il contributo sanitario sarà una quota mensile fissa tra 30 e 150 euro
Como
Una novità di rilievo si profila all’orizzonte per migliaia di lavoratori frontalieri. Nella legge di bilancio varata dal Governo e avviata verso l’iter di discussione parlamentare, spunta una modifica significativa che riguarda la compartecipazione al Servizio sanitario nazionale (SSN): il contributo economico dovuto dai lavoratori non sarà più calcolato in percentuale sullo stipendio, ma diventerà una somma fissa stabilita annualmente dalle singole amministrazioni regionali.
Dalla proporzionalità alla quota fissa
Finora, il balzello economico a carico dei frontalieri seguiva un criterio di tipo proporzionale. La quota veniva calcolata in una fascia compresa tra il 3% e il 6% del salario mensile, prevedendo una soglia minima di 30 euro e un tetto massimo di 200 euro al mese.
Con l’introduzione dell’articolo 70 della nuova manovra finanziaria, il sistema cambia radicalmente volto. Nello specifico, per i cosiddetti “vecchi frontalieri” (coloro che hanno iniziato a lavorare oltreconfine prima del 17 luglio 2023), a partire dal 2027 la quota di compartecipazione sarà definita in misura fissa dalla regione di residenza, oscillando tra un minimo di 30 euro e un massimo di 150 euro mensili. A questa cifra potrà sommarsi un ulteriore importo massimo di 50 euro per i familiari a carico.
Le reazioni sindacali e le scadenze
Dal fronte sindacale arrivano valutazioni miste. L’OCST (Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese), il sindacato svizzero più rappresentativo del settore, ha evidenziato un risvolto favorevole all’interno del provvedimento: la norma, infatti, non ha più carattere retroattivo rispetto al 2024, facendo slittare l’effettiva riscossione della tassa al 2027.
Tuttavia, il testo della bozza governativa inserisce anche un profilo di rigore per quanto riguarda gli inadempimenti. È infatti previsto che, in caso di mancato pagamento del contributo sanitario, venga applicata una sanzione amministrativa pari al 100% della quota non versata.
Con il passaggio della manovra in Parlamento, si apre ora la fase del dibattito, nella quale le Regioni di confine interessate si preparano a definire i dettagli operativi e le cifre effettive che i lavoratori saranno chiamati a corrispondere.
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