Tar, arriva la svolta sugli affitti brevi: saranno regolati dai Comuni
La sentenza Il tribunale riconosce a Firenze il potere di bloccare le case vacanza. Un precedente importante per la situazione di Como
Lettura 1 min.Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Toscana ha pubblicato diciannove sentenze che respingono i ricorsi degli imprenditori fiorentini, confermando la legittimità dei divieti imposti da Palazzo Vecchio attraverso il “Regolamento per le locazioni turistiche brevi”.
Per i giudici, ragioni come «la garanzia di un’offerta accessibile di alloggi destinati alla locazione a lungo termine» sono superiori alla libertà di iniziativa economica.
La eco di questa decisione giunge dritta a Como, città da tempo sospesa tra il boom turistico e l’emergenza abitativa.
All’interno del settore
Tra gli operatori del settore, Xavier Folini, gestore di House of Travelers, evidenzia la complessità del mercato: «Bloccare i grandi gruppi che comprano interi palazzi per riqualificarli sarebbe anticonstituzionale e frenerebbe investimenti milionari. La giunta di Como difficilmente farà una scelta simile, per me il sindaco stesso lo capisce venendo dal mondo immobiliare». Secondo Folini, la chiave per sbloccare il mercato residenziale è un’altra: «La vera problematica è la mancanza di tutele statali per chi non viene pagato negli affitti tradizionali. Se lo Stato garantisse sfratti rapidi in caso di morosità, il 40% o 50% dei privati tornerebbe spontaneamente ai contratti a lungo termine, perché oggi molti piccoli proprietari a Como non guadagnano quanto credono con il turismo e subiscono solo costi di agenzia».
La politica locale
Anche la politica locale interviene su questa problematica ormai cronica. Daniele Valsecchi (segretario cittadino Pd), spiega: «È una sentenza che offre una visione chiara: il turismo o lo governi o lo subisci. Seguire solo il turismo non garantisce equilibrio e scontenta sia i residenti che i visitatori, come i recenti ponti. I principi di questa sentenza faranno parte del nostro progetto. Noi vogliamo governare bilanciando residenti, visitatori e investitori, ma mettendo sempre i cittadini al primo posto».
Alessandro Nardone (coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia), ammette la necessità di un intervento ma rifiuta derive punitive verso la proprietà privata: «È un problema che ci sta molto a cuore. Per noi è fondamentale governare un cambiamento così importante, e farlo nell’interesse di tutti. In molti sanno qual è il nostro pensiero rispetto alla proprietà privata, difficilmente andremo contro questo principio. Ci sono una serie di cambiamenti da fare, iniziando da quelli che sembrano banali ma non lo sono come la gestione dei rifiuti e del vicinato.
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