Targa e polizza rc per i monopattini: «Era ora, sono rischiosi»

Mobilità Un targhino adesivo e un’assicurazione ad hoc per mettere fine all’attuale assenza di garanzie. «Ad oggi se si viene investiti non si ha risarcimento»

Como

Monopattini elettrici identificabili e assicurati, proprio come le auto e le moto: è questa l’idea dietro all’obbligo che scatterà il 16 maggio nei confronti dei proprietari di questo mezzo. Più compatto di una bicicletta ma capace di raggiungere i 25 km/h con il, dovrà ora dotarsi di una targa, che ha già ottenuto il soprannome di “targhino”.

Targa e assicurazione

Anche se l’obbligo scatterà solo a metà maggio, in realtà se ne parlava già nella legge n. 177 del 25/11/2024, con cui è stato revisionato il Codice della Strada. Nel paragrafo sui veicoli destinati alla micromobilità elettrica, viene tracciato l’identikit del “targhino”: un adesivo plastificato e non rimovibile, stampato dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato. Per ottenerlo, i proprietari di monopattini devono fare domanda attraverso il Portale dell’automobilista, accedendo con Spid o Cie. Si può scegliere di ritirare il targhino allo sportello della Motorizzazione Civile, oppure affidandosi a uno studio di consulenza automobilistica.

Ma veniamo alla spesa: il contrassegno in sè costa 8,66 euro, a cui vanno però aggiunti i diritti della Motorizzazione, l’imposta di bollo e la commissione per il PagoPa. Totale stimato? Intorno ai 35 euro. Contestualmente all’entrata in vigore del targhino, scatta anche l’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione per la responsabilità civile, che copra eventuali danni verso terzi provocati durante la guida del proprio monopattino.

«Ad oggi, se venissi investito da un monopattino, non avrei nessun risarcimento, tranne nel caso in cui sia stata sottoscritta una Rc capofamiglia. Con circa 100 euro all’anno, è l’unica che copre incidenti di questo tipo. Il problema è che è poco diffusa» spiega Paolo Benzoni, presidente provinciale del sindacato Anapa (l’associazione nazionale agenti professionisti di assicurazione). L’obbligo dal 16 maggio è quindi una buona notizia: «La questione dei monopattini era diventata prioritaria da tempo - continua Benzoni -. Sono rischiosi ed è giusto adeguarsi, anche perchè spesso dopo gli incidenti i guidatori scappano». Toccherà ora alle compagnie di assicurazione disegnare «una polizza ad hoc per ogni mezzo, il cui costo annuo potrebbe variare dai 50 ai 100 euro all’anno».

«Questi mezzi non sono un gioco»

Nel 2025, gli operatori di Areu hanno attivato soccorsi in 93 scenari comaschi che coinvolgevano un monopattino elettrico. Da inizio anno, gli incidenti sono stati 8. «Si va dai casi meno gravi a quelli in cui la vittima riporta un danno permanente, o va incontro al decesso» spiega il dottor Marco Paiella, direttore della Aat 118 Como. Lui, che vive il soccorso da vicinissimo insieme alle forze dell’ordine, non ci gira intorno: «Il monopattino elettrico è un mezzo più accessibile del motorino, specie dai giovani, ma non bisogna prenderlo come un gioco». Risale allo scorso novembre il decesso di un 37enne sulla Arosio-Canzo, travolto da un furgone mentre guidava un monopattino. A inizio marzo, invece, un altro guidatore si è scontrato con la sbarra del passaggio a livello di viale Lecco, che è poi caduta, colpendo un pedone. In merito all’obbligo del casco, non sempre viene rispettato, eppure «fa tantissima differenza: è come la cintura di sicurezza. Una caduta senza casco, anche a basse velocità o da fermo, può causare danni gravi». Certo, come ricorda Paiella, «il casco deve essere conforme alla legislazione, altrimenti è inutile».

Obbligo necessario

«Tempo fa anche noi avevamo chiesto l’introduzione di un contrassegno, perchè non ci si può sottrarre dalla responsabilità civile» commenta Mario Lavatelli, portavoce dell’associazione civica utenti della strada di Como. Al di là delle norme, secondo Lavatelli bisognerebbe partire da un’educazione all’uso corretto dei mezzi: «È nell’interesse di tutti gli utenti della strada, soprattutto i pedoni. Delle volte capita di camminare sul marciapiede e di trovarsi monopattini che guidano indisturbati».

Resta da capire poi se il 16 maggio sarà davvero uno spartiacque o se i monopattini continueranno a circolare senza targa e assicurazione. Dopotutto, con l’obbligo del casco scattato nel 2024, è andata così: c’è chi lo mette e chi, in barba ai controlli, continua a guidare con i capelli al vento. «A maggio scatta l’obbligo, ma pare che al Poligrafico non ci sia nulla di pronto» commenta Vincenzo Graziani, storico ex comandante della polizia locale di Como. «Sicuramente la targhetta, come accadde anni fa ai motorini, è una buona cosa, ma il modo in cui è stata stesa la norma non mi trova d’accordo. Bisognerebbe fare qualche giorno di controllo mirato sulle strade, perchè in effetti, come con l’obbligo del casco, è una di quelle discipline poco applicate». Le campagne di sensibilizzazione non mancheranno, ma «finchè il rispetto non è nella natura di chi guida, c’è poco da fare».

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